26 giugno 2017

Serena Nobile aka Virginia De Winter
La musica delle tue parole

Serie Cinque Sensi 2

Trama
Harper Collins
ebook | € 6,99
Giovane ed esuberante soprano, Vittoria incarna la sensuale passionalità della terra in cui è nata e cresciuta, e ora incede sicura sul palco del San Carlo di Napoli come una diva d'altri tempi. L'unica persona che riesce a scalfire il suo aplomb è Lorenzo, posato e schivo quanto lei è egocentrica e spumeggiante. Sono diversi come il sole e la luna e vanno tutt'altro che d'accordo, eppure la voce vellutata del giovane tenore accende dentro di lei un'emozione bruciante che la turba al punto da farle perdere il controllo. Quando qualcuno si introduce in casa sua e lascia sul piatto del giradischi un vinile che lei è certa di non aver ascoltato, il passato che ha legato indissolubilmente la sua vita a quella delle sue più care amiche torna a perseguitarla. Di colpo la sicurezza dietro cui si è sempre nascosta svanisce, rivelando una ragazza fragile e dolce che desidera solo essere amata e protetta. Così Lorenzo, colpito da quel cambiamento, la porta via con sé, e in una notte di follia emerge tutto il desiderio che covava sotto l'apparente ostilità. Resistere è impossibile, dimenticare inaccettabile, e il pericolo si prepara a emergere dall'ombra.

Commento
Io, boh, sono senza parole.
Questa benedetta creatura in due settimane ha scritto un romanzo come questo mentre io neanche la lista della spesa riesco a buttare giù con un ordine logico, e lei mi spara fuori questo.
Io, cioè, boh.
Ormai non mi pongo nemmeno il pensiero, quando inizio un romanzo di Virginia. Tutte le pippe mentali che mi faccio di fronte ad una novità di qualsiasi autrice - e intendo proprio tutte - per lei non valgono. Non ha ancora scritto qualcosa che non mi sia piaciuta tanto, non ha ancora prodotto una sola frase che mi abbia fatto sanguinare il cervello, un solo personaggio che non mi abbia mandata in tilt, persino le scene di sesso esplicite sono tra le migliori che io abbia mai letto.
Ma, come ho detto, ormai avrei dovuto saperlo. Anche se cambia il genere, Virginia diventa Master and Commander al primo colpo. Scommetto che se la incatenassimo ad una sedia e la obbligassimo a scrivere Sci-Fi o fantascienza o saggistica sulla distribuzione di semi in terreni a coltura intensiva riuscirebbe comunque a produrre una figata pazzesca.
Dopo Quello che i tuoi occhi nascondono mi sono messa in paziente attesa del secondo romanzo della serie, senza nemmeno pensare ai personaggi, all'ambientazione, a niente di niente. Tu scrivi e pubblichi, io leggo. Stop.
Quindi, dicevo, ho atteso La musica delle tue parole con relativa calma, salvo poi avere un esaurimento nervoso quando il Kindle ha deciso che l'ebook non gli piaceva e lo ha troncato al terzo capitolo. Il capitolo dove le cose cominciano a farsi succose, interessanti, quello che trasforma la storia in droga potentissima era troncato di netto, rotto, corrotto, sfasciato, insomma la fine del mondo. Proprio quando stavo lì con la bava alla bocca, zero, il Kindle sciopera.
Essendo che con una sana dose di violenza si sistema tutto, un bel aggiornamento ha portato la situazione alla normalità e mi ha finalmente permesso di proseguire con la mia full immersion, senza alzare gli occhi dallo schermo nemmeno per un secondo.
Da brava psicopatica, ho letto questo romanzo in sei ore in un un'unica sessione (pause obbligatorie comprese) ed è stato intenso, gente. Intenso. Del tipo vampate, sudori, svenimenti, palpitazioni e poi lacrime e ugly crying con sottofondo tutte le arie del romanzo. Un po' come per Quello che i tuoi occhi nascondono, solo meno ormonale.
A questo secondo giro siamo a Napoli, città che personalmente non è mai entrata nella mia top ten ma che d'ora in poi terrò presente per un week end. Una Napoli che ammalia persino una ossessionata dal freddo del Nord come me, con il suo profumo di dolci e di fritto, la musica, la ricchezza, la vitalità. Rispetto alla Roma del primo romanzo, questo sfondo è più pittoresco, più carnoso e sostiene alla perfezione due personaggi che rubano la scena sotto ogni punto di vista. Il mondo dell'opera, del canto, dei tenori e dei soprani, immerso in una Napoli in technicolor è un'overdose continua di sensazioni e ti riempie fino al limite.
Come romance, La musica delle tue parole è un'esperienza decisamente coinvolgente, ha una passionalità meno sfacciata e più misurata, ma non per questo meno potente. Federico, protagonista del primo titolo, era più giovane, più irruento, più selvatico, mentre Lorenzo è un uomo adulto, si controlla, nasconde bene ma altrettanto bene scatena al momento giusto una sensualità decisa, matura, di quelle che ti fanno sciogliere in una pozza di bava e ormoni. Anche Vittoria, la protagonista, ha un carattere deciso e sanguigno e tiene testa in modo spettacolare a Lorenzo e mi ha lasciato l'impressione di essere uno di quei personaggi in grado di sostenere la trama senza rimanerne schiacciata.
Vittoria è una diva, è una di quelle protagoniste per cui tifare e che ti regalano tante soddisfazioni, e per la mia grandissima felicità non perde il suo bel caratterino con l'evolversi della trama. I pochi momenti di debolezza che Vittoria si permette sono sempre circondati da spine, da artigli, da un'armatura solida e scintillante. Lascia intravedere un cuore morbido ma non perde la sua forza, nemmeno quando è in balia dell'ormone per colpa di Lorenzo. Che poi, parliamone, Lorenzo è da bava alla bocca, un figo atomico ben vestito e profumato che ti scombussola il cervello appena compare e che non perde un briciolo di virilità nemmeno quando è mezzo incipriato e imparruccato sul palco. Tra tutti e due non so chi mi è piaciuto di più, ammetto che Lorenzo mi ha proprio presa di brutto ma anche Vittoria ha avuto delle chicche particolarmente divertenti, come il pappagallo addestrato per insultare Lorenzo.
Per quanto riguarda la trama - che, a mio modestissimo parere, nel primo libro era poco incisiva sull'aspetto mistero/pericolo - in questo romanzo ha uno sviluppo sostanzioso nel mistero della pazza psicotica che perseguita le amiche, soggetto disturbato che sembra possedere il dono dell'ubiquità e che qui trasmette un vero senso di pericolo, di ansia e di paura. Certo, non è un elemento che pesa in modo importante sulla trama, c'è ma non occupa tutta l'attenzione e lo spazio, perché la relazione tra Lorenzo e Vittoria è talmente tanta che non si può contenere o ridurre. E grazie al cielo, perché io non sono una grande fan di quei romanzi romantici con un elemento giallo/thriller che rovina la magia, anzi proprio non mi piacciono. Però ci sono degli sviluppi sostanziosi, un procedere nella questione che lascia ben sperare per i prossimi romanzi, già pregusto cosa combinerà l'inglesina precisina ma con l'acido muriatico che le scorre nelle vene.
La musica delle tue parole è proprio un romance con i fiocchi, bello intenso, romantico e sensuale e con una personalità spiccata, netta, che lo distingue dal primo titolo della serie e che fa capire in modo chiaro e preciso che ogni romanzo riflette la personalità dei suoi protagonisti.
Io spero con tutto il cuore che Harper Collins pubblichi anche i prossimi tre romanzi, anche se prevedo una lunga attesa, perché con i primi due sia Virginia che l'editore ci hanno viziate. Ci tocca tornare alla realtà del lettore: lunga e sofferta attesa dei seguiti.
Però Virginia tu scrivi, mi raccomando, perché posso sostenere l'attesa della mia dose di droga solo fino ad un certo punto. Poi è crisi nerissima.

22 giugno 2017

Katie McGarry
Per sempre con te

Serie Thunder Road 2
Titolo originale Walk the Edge

Trama
Harper Collins
pag. 427 | € 16,00
La diciassettenne Breanna può essere definita con due parole: semplice e responsabile. Per lei il rispetto delle regole è tutto, finché una notte non rimane invischiata in una situazione di cyberbullismo per un suo comportamento non proprio da prima della classe, in cui Thomas "Rasoio" Turner ha il ruolo principale. Il suo mondo perfetto e ordinato, così, viene scosso dal profondo. Thomas "Rasoio" appartiene al club motociclistico dei Reign of Terror dove le brave ragazze come Breanna non sono contemplate. Ma quando capisce che lei è sotto ricatto per una foto compromettente in cui loro due compaiono insieme, decide che è arrivato il momento di mettere da parte le regole non scritte dei Terror. I due fanno un patto: Rasoio tirerà fuori Breanna dal brutto guaio in cui si è cacciata; lei, in cambio, lo aiuterà a venire a capo di un mistero interno al club, di cui nessuno ha intenzione di parlare. Dopo di che ognuno riprenderà la propria vita. Ma più passano del tempo insieme e più il feeling tra loro aumenta, senza che nessuno dei due possa fare qualcosa per contrastarlo. Rasoio e Breanna si troveranno entrambi costretti a camminare ognuno sul filo delle proprie regole per poter scoprire chi sono, che cosa vogliono e dove andranno in un futuro non troppo lontano.
Un segreto. Io e Rasoio del Reign of Terror, un segreto. C'è un che di magico all''dea che vi sia un segreto fra di noi. Un che di eccitante nel fatto di avere il permesso di esplorare questa nuova amicizia senza gli occhi indiscreti del mondo. Da orrenda, la vita è appena diventata estremamente fantastica.
Commento
E' un momento difficilissimo, per me. Non ho mai dato un voto così basso alla McGarry e sto cercando di accettare la cosa senza farmi venire una crisi di senso di colpa. Il problema è che la McGarry non è nemmeno colpevole per il voto - o meglio, lo è fino ad un certo punto -, il vero colpevole è la traduzione. E' raro che io critichi una traduzione, sul serio mando giù strafalcioni di ogni tipo e piuttosto di vomitare veleno mi tengo le critiche per me, ma quando vengo sommersa da una valanga di orrore, quando la traduzione rende illeggibile il romanzo e rovina la storia allora non ce la posso fare, lo devo dire. Questa traduzione è una roba da strapparsi i capelli, è orribile, sciatta, grossolana, buttata giù senza rileggere le frasi, senza spostare le parole perché la frase scorra come Dio comanda, è una cosa che mi ha messa a dura prova e che mi ha fatto perdere la pazienza.
Non accetto che la McGarry venga tradotta così, non accetto che un romanzo su cui avevo posto un sacco di aspettative si è rivelato essere deludente quanto scadente.
E poi, Harper Collins, per tutti i santi del Paradiso non traducete i soprannomi. Vi scongiuro, fatela finita! Fanno schifo. Nel primo romanzo Ovunque con te (QUI il commento) erano facili da ignorare perché il protagonista si chiama Oz, ma è un trionfo di depressione. Razor diventa Rasoio, come quelli della Gillette o della Venus, Porcile e Roccia. Cioè, dai, fate sul serio? Porcile? Ad un certo punto avevo un tic nervoso agli occhi ogni volta che passavo su uno di questi nomi. No, no, no e poi no e ancora no. Anzi, sapete che vi dico? E' appena uscito il terzo romanzo in italiano ma col cavolo che io compro l'edizione Harper Collins, io mi prendo il paperback americano così scoprirò se la differenza è abissale come sospetto che sia. Poi che nessuno mi venga a dire che le edizioni italiane vanno supportate perché io non ci sto, i soldi mica li trovo sotto il cuscino la mattina.
Veniamo alla storia. Per sempre con te è il romanzo dedicato a Rasoio, personaggio che mi aveva già mandata in autocombustione nel primo romanzo e che aveva fatto intendere di avere un potenziale enorme in fatto di dark, brooding and problematic. Ovvero, il tipo pericoloso e problematico che manda in tilt le femmine di ogni età. Su questo siamo tutte d'accordo, Rasoio è il classico bad boy: un po' fa paura, un po' ti affascina, e quel suo passato drammatico lascia presupporre un briciolo di cuoricino infranto da riparare, una combinazione letale.
Niente da dire su di lui, onestamente, anzi credo che sia il personaggio che ha più senso critico di tutti, l'unico che mette in discussione i metodi al dir poco assurdi del club. Quando c'è qualcosa che non gli piace, Rasoio non fa la pecora obbediente e va tranquillamente contro le regole del club, dimostrando di avere una testa che lavora in autonomia e una personalità spiccatamente indipendente. Gli piacerà far parte del club ma alla fine della fiera a lui importa più dell'affetto e del rispetto reciproco, e li cerca e li accetta anche fuori dal club. Il fatto che sia pure bello da vedere, che non consideri il sesso come un hobby e abbia un vero trauma con cui fare i conti lo rende solamente più attraente.
Breanna, invece, è una di quelle protagoniste che tanto mi piacciono: non necessariamente di buona famiglia, nemmeno bellissime, per niente popolari, con qualche stranezza che le rende delle emarginate sociali, trascurate dai genitori, Bree è estremamente interessante da leggere. Siamo, ovviamente, nel reame dei teen ager e i suoi diciassette anni si sentono tantissimo nel modo in cui si approccia alle cose, nel modo in cui classifica le sue priorità: l'immaturità giustificata, la sete di avventura, il disagio di sentirsi sempre fuori posto e l'eccitazione del primo amore.
Breanna mi ha fatto tenerezza, è una ragazzina con un sacco di problemi che deve imparare a uscire dal guscio e mettersi in gioco, purtroppo facendo i conti con il bullismo da parte dei fratelli e sorelle e da parte dei ragazzi della scuola, ed è costretta a scontrarsi con la realtà del club di cui non vuole far parte. Ho apprezzato parecchio che la McGarry non abbia tolto Breanna dalla sua quotidianità per infilarla a forza in quella del Terror, ma ha lasciato che le due realtà stessero fianco a fianco con un finale realistico e coerente con la fascia d'età dei personaggi (e dei lettori) rinunciando alla facile soddisfazione con il classico lieto fine.
Quello che non mi è piaciuto, a parte la traduzione, è che tutto quello che ruota attorno al Club mi ha fatto salire il sangue al cervello. Il mistero legato alla morte della madre di Rasoio viene gestito con dei comportamenti e con delle spiegazioni che non stanno né in cielo né in terra. Trattano Rasoio come se non avesse un cervello per pensare, quando chiede chiarimenti gli sbattono in faccia un insensato fidati del Club e stai buono, pretendono un comportamento che annulla l'indipendenza dell'individuo, e in generale hanno delle uscite che mi hanno fatto venire il nervoso. Più che fiducia nel club, viene voglia di aver fiducia in una scarica di botte. Non so quanto questo elemento sia fedele al mondo dei MC e, onestamente, neanche mi importa, so solo che i Reign of Terror sono degli esemplari fallati di umanità e che nemmeno uno YA è stato in grado di rendere sopportabili certi meccanismi.
Però, nervi a fior di pelle e a parte, Per sempre con te è un romanzo con una storia che tocca da vicino i problemi degli adolescenti e che si avvicina a loro senza sfruttare il sesso per acchiappare l'attenzione: di sensualità ce n'è poca ed è casta rispetto alla media degli altri YA, e la storia d'amore è proprio d'amore, nel senso che i due ragazzi danno più importanza ai loro sentimenti che a quanto vogliano saltarsi addosso a vicenda, e proprio in pieno stile McGarry la delicatezza con la quale questo aspetto viene trattato rende i difetti meno pesanti.
Del resto, quando un'autrice è brava, riesce a far dimenticare quello che non va e a far risaltare le cose belle, e la McGarry in questo riesce sempre senza eccezioni.

19 giugno 2017

Helena Hunting
Pucked

Serie Pucked 1

Trama

Self | ebook | € 4,42
With a famous NHL player for a step-brother, Violet Hall is well acquainted with the playboy reputation many hockey stars come with. She’s smart enough to steer clear of those hot, well-built boys with unparalleled stamina. That is until she meets the legendary team captain—Alex Waters. Violet isn’t interested in his pretty, beat-up face, or his rock-hard six-pack abs. But when Alex inadvertently obliterates Violet’s previous misapprehension regarding the inferior intellect of hockey players, he becomes more than just a hot body with a face to match. In what can only be considered a complete lapse in judgment, Violet finds out just how good Alex is with the hockey stick in his pants. But what starts out as a one-night stand, quickly turns into something more. Post-night of orgasmic magic, Alex starts to call, and text, and e-mail and send extravagant—and quirky—gifts, making him difficult to ignore, and even more difficult not to like. The problem is, the media portrays Alex as a total player, and Violet doesn’t want to be part of the game.

Commento
4.06 di media su Goodreads.
Quando sono preda della disperazione letteraria più assoluta - ovvero quando voglio leggere qualcosa di specifico e non lo trovo manco per niente - non compio mai l'errore gargantuesco di dare retta ai suggerimenti di Amazon.
Amazon non capisce un ciufolo, dei miei gusti, nonostante acquisti spessissimo ebook o libri. Puntualmente mi suggerisce delle schifezze colossali, robe che mi fanno accapponare la pelle alla sola vista delle cover o robe dalla trama spaventosa senza nessun collegamento con i miei acquisti precedenti.
Insomma, Amazon non ne azzecca una e io non gli do mai retta.
Fino ad ora.
Non compierò mai più questo errore, lo giuro su Shiva, su Dumbo e su Tom Hardy ingudo in Taboo. Lo giuro. Non lo farò mai più, perché per la prima volta l'ho fatto e mi sono beccata una cacata colossale.
Pucked (unione di puck - il dischetto da hockey, e fucked - ovvero fottuto/a) è un romance erotico sportivo. Fin qui, a parte il trash assoluto del titolo, niente di male. la signorina Hunting scrive in modo ironico, forse troppo, e fin qui tutto ok. Il protagonista maschile è un super giocatore di hockey, ricco sfondato, bello da morire, super scopatore, super dotato, eccetera. La protagonista femminile è una specie di nerd perennemente arrapata ma anche un po' moralista, una di quelle che si masturbano continuamente e poi appena incontrano qualcuno più porco di loro gridano allo scandalo sventolando la loro virginale e purissima anima.
Comunque.
Il problema di questo romanzo è che è volgare. E' volgare la protagonista, che vomita oscenità con un ritmo e una frequenza allarmanti, ed è volgare perché tutto si riduce a Violet e Alex che trombano come ricci, con lei che si prostra in adorazione di fronte a MC (tenetevi forte) il Monster Cock di Alex - una specie di pene gigantesco, uno scherzo della natura che Violet veste anche da supereroe con tanto di mantella e occhietti. Non che una tipa che si riferisce alla propria vagina come beaver - castoro - possa partorire qualcosa di classe, però ecco, insomma, anche no.
Come se non bastasse l'ironia estrema e forzata (anche se a volte funziona, lo ammetto) si mischia con questa volgarità dando vita ad uno stile che è grottesco, quasi adolescenziale nel suo essere too much, una specie di caricatura inconsapevole di un genere che è già preconfezionato e che non ha bisogno di modifiche per essere vincente.
Senza tutta questa volgarità, senza la costante ironia da ragazzino arrapato, la storia sarebbe stata anche divertente e piacevole, perché la sostanza è quella che è e non è che mi aspettassi chissà quali grandi contenuti. Ma così non funziona, così non va bene, così non mi piace.
Nella disperazione ho dato retta ad Amazon e ho buttato via soldi e tempo, voi non fatelo questo libro non merita nemmeno un commento più articolato.
Che sadness.

15 giugno 2017

Robert Galbraith aka J.K. Rowling
La via del male

Serie Cormoran Strike 3
Titolo originale Career of Evil

Trama
Salani | pag. 603 | € 18,60
Un giallo diabolicamente ingegnoso con colpi di scena inaspettati dietro a ogni angolo, è anche la coinvolgente storia di un uomo e di una donna giunti a un crocevia della loro vita personale e professionale.
Quando un misterioso pacco viene consegnato a Robin Ellacott, la ragazza inorridisce nello scoprire che contiene la gamba amputata di una donna. Il suo capo, l’investigatore privato Cormoran Strike, è meno sorpreso ma non per questo meno preoccupato. Ci sono quattro persone nel suo passato che pensa potrebbero essere responsabili – e Strike sa che chiunque di loro sarebbe capace di tale odiosa brutalità.
Con la polizia focalizzata sul sospettato che Strike ritiene sempre più essere innocente, lui e Robin prendono direttamente in mano il caso e si immergono nei mondi oscuri e contorti degli altri tre uomini.
Ma altri fatti orrendi stanno per accadere, il tempo sta per scadere per due di loro.

Commento
Oh, Dio.
Io non so come farò a sopportare l'attesa del quarto romanzo. Proprio non lo so. Mi verrà un coccolone appena verrà annunciato e diventerò una pazza per la voglia di leggerlo. Nel frattempo il mio cuore avvizzirà e si ridurrà finché Cormoran tornerà e mi riempirà d'amoreh.
Con La via del male ho ufficializzato la mia passione. Ho detto a Fidanzato che ho trovato l'amoreh fittizio della  mia vita e lui mi ha guardata come se fossi una pazza scappata dall'ospedale (e non senza ragione). Però, cosa vi devo dire, io sono innamorata.
Come molto raramente mi succede, mentre leggevo La via del male anche la mia amica Mara era entrata nel tunnel. In realtà lo aveva iniziato prima lei e poi io l'ho seguita a ruota come un'invasata. Si dice mal comune mezzo gaudio, ed effettivamente poter sfogare le mie paturnie in tempo reale con qualcuno che mi capiva e che condivideva le mie reazioni è stato un sostegno morale che ho sfruttato appieno, con tanto di telefonate serali per commentare passaggi particolarmente difficili e selfie estremi quando le parole non servivano.
Senza il supporto morale di Mara, per esempio, probabilmente non sarei sopravvissuta al capitolo 40 perché il mio cuoricino si è spezzato con un bel CRAC sonoro e labbro tremolante.
Questo è l'effetto combinato dei tre romanzi, letti con poco distacco l'uno dall'altro. Questo è l'effetto che Cormoran Strike ha avuto su di me ed è questo l'effetto che la Rowling riesce a causare ogni santa volta. Cioè, capiamoci, io adoro soffrire e adoro i romanzi che mi prendono così tanto - cosa che non mi succedeva da troppo tempo - ma amo ancora di più poter vedere la luce alla fine del tunnel e la Row non lascia nessun indizio - nessuno - su quello che ci aspetterà con il quarto romanzo.
Una domanda su tutte, e chi ha letto il romanzo mi capirà: sì COSA, Robin? Non ci dormirò la notte.
Comunque, se vi steste chiedendo perché questo romanzo si è meritato un voto pieno con la lode è perché è tutto dedicato a Strike e al suo passato, e ci viene fornita un'immagine di lui molto più ricca ed intima rispetto al Cormoran dei primi due romanzi. E il fatto che il suo passato sia tornato a fargli visita in modo così violento e improvviso suscita una serie di pensieri e di reazioni che nessuno si aspettava da lui.
Il romanzo si apre - e questo non è uno spoiler - con la consegna di un pacco macabro. Intestata a Robin, che si aspetta una consegna per il matrimonio, la scatola contiene una gamba di donna, amputata esattamente nello stesso punto di quella di Strike, come un regalo indiretto per l'investigatore, un omaggio a lui attraverso la sua segretaria. Robin, che è molte cose ma ancora poco avvezza a ricevere pezzi di cadaveri, rimane molto scossa anche dalla strana reazione di Strike: quasi indifferente, pensoso, con tanto di humor nero, Cormoran capisce subito che la gamba è un messaggio dal suo passato, da parte di qualcuno che lo conosce così bene da sapere che ogni piccolo dettaglio gli farà tornare in mente ricordi non tanto piacevoli.
La notizia della gamba azzera gli introiti dell'agenzia facendo tabula rasa dei loro clienti: costretti a seguire due casi ridicoli, Strike e Robin - com'è scontato che sia - decidono di non lasciare alla polizia il compito di indagare, viaggiando di pari passo con Wardle ma su binari diversi. Per Cormoran i possibili colpevoli sono tre e tutti e tre hanno un conto in sospeso con lui: il primo, quello a cui Strike pensa istintivamente e verso cui prova un odio di vecchia data, è Whittaker patrigno di Strike e l'uomo che secondo lui uccise sua madre; poi ci sono Laing e Brockbank due ex militari sui quali Strike aveva indagato mentre era nel SIB, entrambi violenti, entrambi fuori di testa ed entrambi con motivi sufficienti per odiarlo fino a questo punto.
Mentre la polizia indaga su una pista che Cormoran scarta subito, la situazione diventa ogni volta sempre più pericolosa: Robin è nel mirino del serial killer e Strike cerca in tutti i modi di tenerla al sicuro - nonostante lei insista per essere coinvolta - e procedere con le indagini senza affogare nei debiti. Ad ogni svolta tutti e tre i sospettati non possono essere scartati, e la fatica di Strike nel rintracciarli dopo tutti questi anni, insieme al bagaglio emotivo che si portano dietro, lo svicola da lla linea di indagine razionale che lo ha sempre contraddistinto.
E' un lato emotivo di Cormoran che ancora non si era visto, una versione meno fredda e calcolatrice di un personaggio che ha saputo sostenere una tesi per scoprire i colpevoli per ben due romanzi con un metodo chiaro che coinvolgeva i lettori dall'inizio alla fine. La nebbia nella quale è immerso è una confusione mentale causata da sensi di colpa, rabbia, impotenza per non aver chiuso dei casi che avevano il potenziale per una fine atroce, e anche da una insicurezza emotiva causata dalle sue strane reazioni alla nuova Robin.
Robin che passa quasi tutto il romanzo in una situazione di indecisione, di dolore, di insicurezza, è la versione meno pragmatica della segretaria che ha sempre sostenuto ed aiutato Strike, è una ragazza che rispolvera un passato doloroso esattamente come Strike ed entrambi sono costretti a farci i conti.
Come si potrà immaginare, la trama è molto più ricca e complessa di così e ci sono tantissimi elementi di cui non posso parlare causa rischio spoiler che meriterebbero una profusione di commenti da parte mia. L'unica cosa che posso dire, senza rivelare nulla di importante, è che la serie ha preso una piega decisamente inaspettata (il famoso capitolo 40), una piega che ha aperto una serie di possibilità ancora inesplorate e che la Row ha genialmente sfruttato nelle ultime pagine lasciandoci con un cliffhanger che mi ha traumatizzata. Oltre a questo, forse Strike ha chiuso la porta sul suo passato liberandosi di un bel peso. Ora l'attesa sarà tutta per lui, perché quell'ultima scena è - secondo me - un punto di rottura: o la va, o la spacca.
Se volete sapere tutto, ma proprio tutto, la pagina Wiki del romanzo lo sviscera per bene, però io vi consiglio di leggere i romanzi perché sono qualcosa di fantastico: giallo ma non troppo, oscuro ma non troppo, ironico alla maniera inglese, con due bei personaggi e casi interessanti, scritto bene e senza far sentire il lettore un ritardato perché non capisce cosa sta succedendo, c'è tutto quello che serve ed è tutto meraviglioso.
E ora si aspetta, soffrendo.

12 giugno 2017

Virginia De Winter
La Spia del Mare

Trama
Mondadori
pag. 408 | € 19,00
Venezia, 1741.
Cordelia Sheffield è una spia inglese, bella, intelligente e letale. Cassandra Giustinian invece è una nobile veneziana dalla grazia incantevole, colpita da una misteriosa malattia. Nessuno sa che sono gemelle, che dividono un'unica vita e l'amore per lo stesso uomo: lo splendido Cassian d'Armer, una spia del Doge, tormentato da un passato di guerra e violenza. Quando gli Inquisitori della Serenissima allungheranno le loro ombre sui segreti dei Giustinian, Cassian rischierà ogni cosa per salvare dalla morte la donna che ama. La lotta lo legherà fatalmente a tre uomini: un nobile francese fuggito dalla Corte di Versailles, un pari di Spagna in esilio volontario e un giovane abate, Giacomo Casanova, perfetto spadaccino e donnaiolo impenitente che li guiderà attraverso le calli e i balli fastosi, nella frenesia del meraviglioso carnevale veneziano. Agenti segreti e alchimisti, crudeli assassini coi volti della Commedia dell'Arte convergono nella Serenissima e danno avvio a un pericoloso gioco di spie, alla ricerca di un mistero sepolto sul fondo della laguna, dove una fanciulla dorme in una bara di cristallo, custode di un segreto che potrebbe far vacillare l'esistenza stessa della Repubblica di Venezia.
Le acque della laguna si chiusero sopra i suoi occhi aperti e cessò di esistere.
Commento
Quasi mai mi capita di organizzare le letture in base a ciò che ho programmato nella mia quotidianità, come attività, esperienze o viaggi. Per questa volta, però, ho deciso di leggere un romanzo ambientato in una città che avrei visitato, e la fortuna di avere per le mani La Spia del Mare e poter decidere di leggerlo neanche un mese prima del mio week end a Venezia mi ha proprio soddisfatta.
Ho sentito che quello era il momento giusto per leggerlo, che avevo la giusta impostazione mentale ed ero persino nel luogo perfetto perché sono riuscita a finirlo mentre ero alla casa al mare che, guarda caso, è a pochi chilometri da Venezia.
C'è stata una congiunzione astrale che ha reso la lettura di questo romanzo assolutamente perfetta.
Certo, devo dire che portarsi in spiaggia un libro del genere quando sei incremata e tuo nipote ti lancia la sabbia addosso non è proprio il massimo, ancora oggi se lo apro la sabbia scappa via dalle pagine e la rilegatura ha le mie impronte di crema solare. Però me lo sono goduto. Mi sono spupazzata la mia copia senza pensare alle orecchie, alle sbucciature, alle macchie, l'ho proprio spolpato con amore. Ora, naturalmente, lo sto ripulendo perché non posso vivere se so che un libro, sotto la copertina, è sporco lurido. Ma questo è un altro discorso.
Veniamo al voto. Ci ho pensato un secondo, mentre ero spalmata sul lettino e mi mangiavo il Cremino. Ho pensato cinque saranno troppi? Quattro e mezzo sono onesti, ma lo struggimento è stato forte. Okey cinque. Voto alto perché tra pesantoni ci si intende, perché two pesantoni is megl che uan, perché gli altri personaggi sono nel mio cuoricino ma Cassian, Cassian oh il mio povero cuore.
Ecco, quando io parlo di struggimento, intendo questo tipo di struggimento.
La sua espressione cambiò, di nuovo la rabbia si alternò al tormento. Sollevò una mano e arrestò le dita a un soffio da una macchia al di sopra della trina della scollatura, la fissò con un'intensità bruciante e dopo gettò un'occhiata a James che si stava rialzando, ingaro di ciò che aveva scatenato.
"Per quante volte" disse, a voce bassa, "per quante volte mi strapperete di nuovo il cuore dal petto e lo getterete all'inferno?"
Per una volta non farò la solita sbrodolata su quanto adori lo stile di Virginia e su quanto mi siano piaciuti tutti i suoi romanzi. No, questa volta farò il contrario e dirò che all'inizio ero scettica. Temevo che il tema della storia andasse a schiantarsi contro il mio non gradire romanzi su spie, spionaggio e simili, temevo che nemmeno la bravura di Virginia potesse distrarmi dalla parola spia, temevo che l'insieme dei suoi elementi distintivi mi rimanesse indigesto.
Invece no, nemmeno per una volta ho avuto i brividi di fronte alle attività di Cordelia, e non ho sofferto per l'argomento perché tutto funziona, perché i personaggi sono più che semplici spie e perché questa non è una semplice storia di spionaggio. Certo, sono quello che sono e fanno quello che fanno, ma tutto è immerso in un'atmosfera sontuosa e misteriosa che dopo un po' non ho più prestato attenzione a ciò che normalmente non mi sarebbe piaciuto, perché tutto il contorno ne aveva cambiato la natura, in un certo senso.
Ed è qui che ci si rende conto che c'è molto altro sotto al primo strato di romanzo storico con spie, è qui che ti fermi un secondo e pensi ma forse che...e sì, ti arriva la conferma più avanti e gioisci come una pazza perché è questo che vuoi, è questo che trasforma la lettura ed è questo che ha cambiato la mia percezione dello spinoso soggetto.
Virginia insinua l'elemento paranormale quando meno lo si aspetta, quando mi ero ormai adagiata sul genere storico, quando la densità di contenuto, la precisione tecnica e storica mi avevano impressionata fino al mutismo, ecco allora che il carico aumenta e la goduria altrettanto, trasformando la narrazione in un tripudio di opulenza storica e di avventura all'ennesima potenza.
Quello che normalmente mi avrebbe fatto storcere il naso qui mi ha incollata alle pagine, mi ha convinta che è bastato trovare un autore capace di toccarti il cuoricino e non c'è niente che possa non piacerti.
Infatti la protagonista, Cordelia, spia dall'identità segreta e leggendaria nel suo ambiente con il nome di Belladonna, è un personaggio che va al di là del primo impatto, e non si limita ad essere una spia. Cordelia è tante cose, è un'assassina, una spia, una funambola in grado di scappare tra le calli senza lasciare traccia, è un'attrice capace di ingannare tutti, è una sorella, una figlia, lasciata indietro e quasi dimenticata ed è un'arma al servizio di un bene più grande. Mi è piaciuta tanto, mi è piaciuto che di lei non rimanesse solo l'arroganza e la pericolosità della spia ma che, con l'evolversi della storia e man mano che interagiva sempre di più con gli altri personaggi, affiorasse il lato normale di Cordelia, con le sue paure e i suoi sentimenti. Ovvio che non si poteva una protagonista del genere ad una controparte maschile che non fosse in grado di tenerle testa. Ecco che Cassian entra in scena come il promesso sposo e man mano che viene invischiato alla storia si spoglia delle bugie e diventa il Nadir (oddio, quanti ricordi, avevo una cotta per un ragazzo di nome Nadir quando ero ragazzina), capace di tenere testa alla Belladonna e di essere suo pari per astuzia e coraggio.
Cordelia e Cassian sono i due protagonisti. Sono due testoni, indipendenti, con un carattere forte, abituati ad essere così e così soltanto e se non ti sta bene addio, ciao, arrangiati. Sono due personaggi che reggono la storia da soli senza problemi, ma che hanno per forza bisogno dei secondari per esprimere lati che altrimenti rimarrebbero in ombra. Così Cordelia ha bisogno di Cassandra per accettare di provare affetto, ha bisogno di Cassian per assaporare sensazioni che si era sempre vietata di provare, e Cassian ha bisogno della gentilezza di Cassandra per scoprire che non è poi così malvagio, ha bisogno dell'ambiguità e della forza di Cordelia per uscire dal buio e dalla disperazione, e ha bisogno dei suoi amici diversi l'uno dall'altro come sono per ritrovare fiducia negli altri, in se stesso e avere sostegno come mai ne aveva avuto.
Naturalmente Cordelia e Cassian sono due colossi, sono due personaggi come solo Virginia sa creare, potenti, intensi, complessi, pieni di segreti ma aperti al lettore, non lasciano niente indietro, raccontano tutto, così che pure tu ti struggi d'amore e di paura pur seguendo una trama che - finalmente - è intricata e misteriosa ma di facile comprensione.
Chi ha letto la serie Black Friars sa quanto Virginia sia in grado di rendere tutto assolutamente oscuro e fumoso, quanto ti possa lasciare al buio senza farti capire un accidente. Ma qui niente è tenuto nascosto, tutto viene spiegato, persino il più piccolo dettaglio è su carta per essere assorbito, finché ogni colpo di scena, ogni nuova scoperta, ogni singolo elemento sono tessere di un puzzle che il lettore può comporre da solo senza sentirsi un perfetto imbecille e senza arrivare alla fine con un grosso punto di domanda in testa.
La trama è un insieme perfettamente bilanciato di storia, avventura e paranormale (o magico? o fantasy? non so come definirlo) e si rafforza con il lavoro di fino di ricerca che si intuisce in sotterranea, un continuo dare nozioni, descrizioni precise e nomi che solamente con un lavoro certosino si poteva raggiungere. Ma c'è un altro elemento che rende questo romanzo assolutamente perfetto: l'ambientazione. Venezia è sì la città dove la storia si svolge, ma è anche un personaggio a se stante, silenzioso ma determinante senza il quale probabilmente la magia di questa storia sarebbe stata smorzata.
Venezia è una città pericolosa dove ambientare un romanzo, può essere magnifica, può essere parte integrante e determinante della storia, oppure può diventare uno sfondo ridotto a pochi scorci da cartolina, una rappresentazione cheap e grossolana della città, facendo franare rovinosamente il romanzo nella categoria ci hai provato, non ci sei riuscito.
La Spia del Mare, però, è una mappa alternativa della città, è una visione di cunicoli, viuzze, corti, calli sconosciute, di palazzi, approdi e piazze per chi Venezia la vede in modo diverso, una Venezia più oscura e segreta e tremendamente affascinante. Tutto, di questa Venezia, attira il lettore perché è una protagonista indiretta della trama, senza di lei niente e nessuno sarebbero stati lo stesso, ed è una città che si è gentilmente prestata ad un romanzo che la trasforma in una sua versione magica, oscura, misteriosa, una Venezia fantastica che è un po' vera e un po' camuffata, proprio come i suoi protagonisti.
Ammetto che la mia idea iniziale di prendere appunti per visitare angolini della città presenti nel romanzo è svanita praticamente subito: non potevo staccarmi dalla lettura, tanto meno perdere tempo per cercare carta e penna, e figuriamoci se ho trovato accettabile perdere il filo della narrazione o bloccarmi durante una scena particolarmente appassionante o emozionante. Vorrà dire che dovrò riprenderlo in mano, prima di partire, e almeno segnarmi qualche posticino da visitare sognando un po' ad occhi aperti.