15 gennaio 2018

Tijan
Finalmente noi
Finalmente ci sei

Serie Fallen Crest High 1
Titolo originale Fallen Crest High

Trama
Garzanti | ebook | € 6,99
Samantha ha diciassette anni e pensa di avere una vita perfetta. Brava a scuola, un fidanzato innamorato, delle amiche fedeli. Ma quando un giorno rientra in casa, sua madre, con gli occhi bassi, le confessa di aver lasciato suo padre per un altro uomo: lei e Samantha si trasferiranno a casa sua. Ma il peggio deve ancora venire, perché Sam sarà obbligata a vivere con le persone che odia di più al mondo: Mason e Logan Kade, i figli del nuovo compagno della madre. Li conosce di fama, ma lei non ci ha mai voluto avere nulla a che fare. Campioni di football, attaccabrighe, ribelli, con una ragazza diversa ogni giorno. I classici cattivi ragazzi da cui stare lontani. I più temuti del liceo. I primi giorni in casa, Sam decide di evitarli. Anche se si sente sempre più sola ora che il suo fidanzato l’ha tradita con la sua migliore amica e il suo mondo crolla pezzo dopo pezzo. Anche se avverte sempre su di sé gli occhi magnetici di Mason. Prova a resistere, ma giorno dopo giorno è più difficile. Perché sotto il suo sguardo si sente come non si è mai sentita, come nessuno l’ha mai fatta sentire. Mason è l’unico che la sa capire, che conosce la strada per il suo cuore. Ma la loro è una storia che sembra impossibile: le loro famiglie si oppongono, e a scuola hanno tutti contro. Finché un segreto terribile non cambierà completamente i loro destini…

Serie Fallen Crest High 2
Titolo originale Fallen Crest Family

Trama
Garzanti | pag. 256 | € 16,90
Non appena ha incontrato gli occhi verdi di Mason Kade, Sam si è sentita speciale, amata come mai prima. E ora che sono finalmente insieme, non potrebbe essere più felice. Eppure, l'amore non arriva mai senza complicazioni. Ci sono persone vicine a Sam che sembrano non volerne sapere della nuova coppia. A cominciare dalle sue vecchie conoscenze che vorrebbero riavere l'amica di un tempo e sono pronte ad allontanarla da Mason con ogni mezzo. Ma il più grande ostacolo arriva dalla madre di Sam, Adeline, pronta a tutto pur di separarli. E se Mason non si fa problemi a rispondere con l'indifferenza a queste minacce, Sam non può far finta di nulla. Perché solo lei ha il potere di fermare la madre prima che sia troppo tardi. Quando un terribile segreto ritorna dal suo passato a tormentarla, Sam deve trovare la forza di reagire, se vuole salvare sé stessa, Mason e il loro futuro insieme.


Commento
Io ci ho provato. Lo giuro. Ce l'ho messa tutta a non lanciare il libro fuori dalla finestra o ad abbandonarlo sulle rotaie in stazione. Li ho persino letti fino alla fine. ENTRAMBI.
Ma è più forte di me, non riesco a tollerare il pensiero di perdere altro tempo leggendo questa cosa trash che più trash non si può, e non mi riferisco al contenuto.
Già ai primi capitoli del primo romanzo avevo capito il perché delle recensioni senza pietà, dei voti bassi e dell'opinione generale che Tijan fosse il peggio del trash nel panorama NA. Quello che ancora adesso non mi spiego è la media di voti su Goodreads, una media che mi fa svenire per lo stupore e mi fa perdere del tutto la fiducia nel sistema di votazione sulla piattaforma.
La mia vita da lettrice non ha più senso, ora che so che la media dei voti su Goodreads è una bugia.
Non voglio conoscere la genesi di questa serie, non voglio sapere nulla sull'autrice, non mi interessa capire perché, mi interessa solo sbarazzarmi della copia cartacea il più in fretta possibile e non incrociare mai più la strada con Tijan.
Perché - siamo onesti, che tanto il mio giudizio non cambia la vita di nessuno - non è nemmeno il contenuto, con tutti i suoi difetti, ad essere orrendo. E' la forma. Lo stile. Il problema è che Tijan non sa cosa sta facendo. Pensa di scrivere un romanzo, pensa di star buttando giù qualcosa di sensato, ma in realtà sta facendo una cosa che a volerla definire romanzo mi muore tutta la flora batterica intestinale buona e mi rimane quella bastarda.
L'idea di base non ha niente di diverso dalla miriade di NA che sono in circolazione, anzi magari sarebbe stato persino carino da leggere se l'autrice fosse stata capace. Abbiamo Samantha che, dopo l'ennesimo divorzio della madre, si trova a doversi trasferire nella casa del nuovo uomo della madre che è anche padre dei fratelli Kade, leggende del circondario perché bellissimi, ricchissimi, popolarissimi e stronzissimi. Ricapitolando, la povera Sam traumatizzata per il cambio di vita e perdita dell'idillio familiare si ritrova due nuovi fratellastri con cui condividere la magione, di cui uno le attizza l'ormone abbestia.
Bene, come potete vedere non c'è niente di orrendo nella trama. Alla fine l'idea non è né peggiore né migliore di tante altre, e può incuriosire o meno. Siamo d'accordo.
Allora vi chiederete qual'è il problema. Il problema è che l'autrice non sa scrivere.
Ho talmente tante cose da dire che si stanno ingarbugliando e non so come ordinarle e buttarle giù. Dio Mio mi sto trasformando in Tijan.
Provo ad andare per ordine. La trama, già banale e inconsistente in partenza, non viene articolata, né approfondita o persino contestualizzata. Le cose succedono - come si dice dalle mie parti - alla caxxo di cane senza un collegamento, senza che si capiscano le motivazioni dei personaggi, o addirittura senza che si capisca il filo temporale. Da un momento all'altro cambiano idea e l'autrice non ci spiega perché. Da un momento all'altro cambiano posizione, tempo, spazio, scena e non si capisce perché. Vengono inserite a caso delle cosiddette svolte nella trama ma sempre in base al principio alla caxxo di cane. Riassumendo i personaggi dicono e fanno cose a caso e la trama prosegue a caso senza spiegazioni, logica o coerenza.
Già di per sé questo casino assoluto, questa totale mancanza di metodo nella stesura del romanzo, la mancanza di struttura, di logica, di contenuto che abbia un senso sono un dramma, se lo uniamo ad un'idea di base che non brilla per originalità il risultato è che questa roba sembra una fanfiction scritta dalla prima bambinetta che ha accesso al pc di mamma e papà e ruba tempo allo studio.
Insomma, fa schifo, ti centrifuga il cervello al punto che non si riescono a leggere più di quattro pagine alla volta perché poi il cervello va in tilt. C'è un motivo se ci ho messo mesi a leggere due romanzi, è perché ha fatto male alla mia salute.
Bene, oltre a questo - perché non è finita! - ci sono altri grossissimi difetti, robe mostruose che hanno causato una sovraproduzione di reflusso gastrico e che hanno ucciso la mia voglia di aprire questo scempio, questa roba assurda.
Samantha. Ecco, se si sbaglia la protagonista in cima a tutto il resto tanto vale cestinare.
Permettetemi di illustrarvi la gioiosa presenza di questa Samantha.
Togliamoci di torno gli aggettivi classici: bellissima, intelligentissima, tormentatissima, desideratissima, super sexy ecc. Ora aggiungo i miei: psicopatica, ossessivo compulsiva, autolesionista, egoista, emotivamente instabile, incapace di reagire, incapace di usare il cervello, priva di qualsiasi forma di amor proprio, borderline, e più in generale sciatta.
Samantha è la tipa figa ma silenziosa che tutti amano e desiderano segretamente, quella che non caga nessuno, non parla, non fa niente a parte occupare spazio eppure è popolare. Non prova nessuna emozione di fronte ad un fidanzato che la cornifica e due finte migliori amiche che le sparlano dietro. Semplicemente incassa, non reagisce. E mi domando perché.
E' anche un'atleta. O meglio, è una pazza che usa la corsa come forma di punizione o autolesionismo, corre per ore - sottolineo ORE - che neanche un maratoneta professionista, e non mangia - ripeto NON mangia. In sostanza è una pazza che corre come una dannata, si rifiuta di mangiare, è passiva e silenziosa, scontrosa e irritante ma è - ovviamente - una gran figa e tutti la vogliono.
Io boh. Questo è un chiaro comportamento disturbato, soprattutto se si pensa che non viene nemmeno contestualizzato nel mondo giusto. Esempio: è in macchina con chiunque, fanno un discorso vagamente serio, lei - che è pazza - non riesce a sopportare lo stress e letteralmente si butta fuori dall'auto in corsa e comincia a correre, e corre per ore e ore e ore. Qualcuno la ricoveri, perché di figo in lei non c'è niente.
Poi arrivano i due Kade. Mason, il grande, il più figo e ombroso e quello che si bomba Samantha, e Logan che ha l'età di lei ed è una specie di rompipalle ambulante, viziato, casinista ecc. Nessuno dei due ha più profondità di una pozzanghera, nessuno dei due ha sviluppato una personalità quantomeno credibile, nessuno dei due rispecchia l'ideale di protagonista di NA. Sono due ragazzi messi lì, che fanno cose senza senso, non si capisce perché, hanno potere sull'intera comunità e non si capisce come, e ovviamente spalleggiano Samantha prima perché è la loro nuova sorellina, e poi perché Mason se la bomba. Ma si amano, quindi va bene.
Non sto nemmeno a perdere tempo sui personaggi secondari perché sono di un senza senso e di un inutile che non ci si crede, prima in assoluto la madre pazza e cattiva di Samantha.
Io mi fermo qui. Non ce la faccio a proseguire, non me la sento di farmi ancora del male, perché anche io ho un limite. Non c'è nemmeno il divertimento del trash, perché il trash vero è così: divertente, assurdo, facile da leggere, non è spazzatura. C'è onore nel trash, ma Tijan non ha capito cos'è, non ha capito come si scrive, non sa niente di niente. Tijan, bella mia, i romanzi non si scrivono e basta, si pensano, si strutturano, si costruiscono, e se non lo sai fare scrivi fan fiction e non appestare le librerie.
Con questo, chiudo. Mi spiace solo per Garzanti che si è impantanata con questa oscenità, spero che la abbandonino presto e si dedichino ad altro perché di serie belle ce ne sono, di serie belle e interrotte anche di più. Questa non si merita la carta che consuma.

11 gennaio 2018

John Green
Tartarughe all'infinito

Titolo originale Turtles all the way down

Trama
Rizzoli
pag. 352 | € 17,50
Indagare sulla misteriosa scomparsa del miliardario Russell Pickett non rientrava certo tra i piani della sedicenne Aza, ma in gioco c’è una ricompensa di centomila dollari e Daisy, Miglior e Più Intrepida Amica da sempre, è decisa a non farsela scappare. Punto di partenza delle indagini diventa il figlio di Pickett, Davis, che Aza un tempo conosceva ma che, pur abitando a una manciata di chilometri, è incastrato in una vita lontana anni luce dalla sua. E incastrata in fondo si sente anche Aza, che cerca con tutte le forze di essere una buona figlia, una buona amica, una buona studentessa e di venire a patti con le spire ogni giorno più strette dei suoi pensieri.
"Mi piace la gente apprensiva" ho detto. "Preoccuparsi è la giusta visione del mondo. La vita è preoccupante."



Commento
Da quando sono entrata nel fantastico mondo di bookstagram mi sono resa conto di una cosa: i romanzi famosi vengono a noia in fretta. Perché è chiaro che, se vedi la copertina ogni volta che apri l'app, ne leggi recensioni in ogni dove, i siti specializzati lo pubblicizzano neanche fosse il romanzo del secolo, l'overdose è in agguato.
Ok, John Green ha scritto un nuovo romanzo e tutti lo aspettano con la bava alla bocca e la gente con i soldoni già si sfrega le mani pensando di sfruttarlo come Colpa delle stelle. Ho capito, tutti lo volevano, tutti lo aspettavano, è il romanzo dell'anno bla bla bla.
Di John Green ho letto solo Colpa delle stelle ma mi ero rifiutata di recensirlo perché, per quanto mi sia piaciuta la storia, non me la sentivo di sparare cazzate su un romanzo che tratta un argomento del quale - grazie al cielo - non so assolutamente niente e del quale non ho - once again, grazie al cielo - esperienza diretta. Per carità, lui bravo, romanzo divertente, ma pesante. Non ho mai più sentito la curiosità di provare un altro dei suoi romanzi e non ci ho più pensato.
Però, ovviamente, appena uscito Tartarughe all'infinito ho avuto il feed di Instagram invaso da questa copertina, così quando l'ho visto in biblioteca (perché di spendere soldoni anche no) ho pensato why not, è gratis e sarà una lettura super leggera. Bene, errore!
First of all, questo romanzo è infettivo. Se per qualche ragione siete facilmente influenzabili, se siete sensibili a comportamenti ossessivi fatevi un favore e non leggete questo romanzo. Se siete abbastanza saldi nel vostro carattere, se non avete nessun tic nervoso e il vostro cervello funziona correttamente buttatevi che male non fa, anzi magari vi aiuta a capire la persona che, invece, sfoggia tic nervosi e nevrosi.
Il signor Green, nei ringraziamenti, dice che ha impiegato sei anni a scrivere questo romanzo e che il suo contenuto rispecchia la sua realtà, essendo lui affetto da una malattia mentale come quella della protagonista Aza. E' per questo che ho definito il romanzo infettivo, perché Green ha scritto talmente bene il problema di Aza che, dopo un po', mi sono ritrovata a ripetere certi gesti nervosi che normalmente riesco a gestire. Vabé le circostanze erano favorevoli, normalmente non sono una fuori di testa. Comunque.
Il romanzo più che avere un trama con un inizio, uno svolgimento e una fine, è uno spaccato della vita di una ragazzina con una malattia mentale che non viene mai chiamata per nome. Aza si definisce pazza ma la situazione è un filino più complessa: in base alle mie ridicole conoscenze ho riconosciuto comportamenti ossessivo compulsivi e misofobia ma ce ne sono altri. In questo romanzo non c'è una storia vera e propria, la protagonista viene messa di fronte ad una situazione e vengono sviscerate le sue reazioni, i suoi pensieri e le sue paure. Da lì l'autore, ovviamente, raggiunge una sorta di chiusura ma, non essendo un classico lieto fine, è evidente che gli premeva di più far passare un messaggio piuttosto che far sognare delle ragazzine. 
Il messaggio, per quanto mi riguarda, è passato fin troppo ma è per questo che il romanzo mi è piaciuto: è insolito, è veritiero ed è una testimonianza (visto che Green ha una conoscenza dolorosamente diretta) di un disturbo che in molti sottovalutano. Mi ha coinvolto, in modo particolare, il tema del romanzo che ha anche dato il titolo, la spirale di pensiero. Aimé è una cosa che ogni tanto capita anche a me, anche se non a questi livelli, e mi ha confortato sapere che nel mondo ci sono persone che si tirano i pipponi mentale proprio come me se non peggio. Del resto puoi bendarti le mani per non morsicarti le pellicine, ma non puoi bendarti il cervello e quello continua a funzionare a meno che non ti imbottiscano di medicine.
Ripeto, non è il mio caso, ma a chi non capita di cominciare un pensiero e ritrovarsi a temere di morire male per qualche ragione? Oppure reagire male di fronte ad un problema che una persona più equilibrata affronterebbe in modo razionale? Been there, done that, praticamente tutti i giorni.
Quindi il romanzo mi è piaciuto, sotto questo punto di vista, l'ho trovato tenero e sincero ma anche dolorosamente preciso, eppure forse l'aver inserito un personaggio come Aza in un episodio quasi scelto a casaccio e non dare al lettore una chisura definitiva - o meglio una chiusura definitiva e stucchevolmente positivia, si parla pur sempre di young adult - ha ridimensionato il mio coinvolgimento. Forse era meglio togliere le decorazioni della rocambolesca sparizione del miliardario e della sua ricerca, e concentrarsi sulle relazioni umane, sulla difficoltà di Aza e sulla quotidianità stile campo di battaglia che una ragazzina con certi disturbi deve affrontare ogni giorno.
Non so se è questo lo stile di Green, ho letto solo due suoi romanzi, ma non fa per me. Al di là dell'argomento pazzia/ossessioni/disturbi mentali che, secondo me, avrebbero potuto benissimo essere protagonisti assoluti ma mi rendo conto poco entusiasmanti, la trama è un pochino debole. Tutto il problema della sparizione è secondario rispetto alla ri-scoperta dell'amicizia/amore tra Aza e Davis, in un certo senso serve a creare le circostanze perché certe scene possano svolgersi e, quindi, far progredire la narrazione, ma al di là di questa semplice funzione non mi è sembrato un nodo narrativo rilevante. 
Se si legge questo romanzo pensando di trovarsi di fronte ad una storia d'amore young con un pizzico di stranezza è meglio orientarsi verso altro, questo è un romanzo dedicato ad una protagonista giovane che vive delle esperienze in un circoscritto momento della sua vita. La chiusura del romanzo è una piccola anticipazione da una Aza del futuro e il messaggio è chiaro: certe cose non spariscono, si impara a conviverci. Va bene, ok, intanto alla fine del romanzo avevo anche io un cerotto a coprire un taglio sul dito (non autoinflitto, eh, un taglio da carta) e una bella spirale di pensieri negativi a farmi compagnia. Tutta vita, ma forse alcune persone farebbero bene a leggere il romanzo solo per questo, per capire e non trattare male chi ha la sfortuna di non avere il cervello perfettamente funzionante.

8 gennaio 2018

C. S. Pacat
Il Principe Prigioniero
Read Along & Give Away
2° Tappa, Capitoli 1 e 2

Io di solito queste cose non le faccio, il mio blog è nato in un modo (reviews only) e fino ad ora sono riuscita a rispettare la sua natura. Però, vuoi perché me lo hanno chiesto le persone giuste, vuoi perché il romanzo mi è piaciuto tanto, vuoi perché l'editore e l'autrice secondo me meritano lo sbattimento, eccomi qui a fare la seconda tappa di un read along.

Il mio turno è dedicato ai primi due capitoli di Il Principe Prigioniero e sento un filino l'ansia da prestazione. Non so cosa sto facendo, non so come lo sto facendo ma conto di riuscire a camuffare la mia confusione e convincervi a seguire questa lettura a tappe perché c'è sotto anche un giveaway che fa molta gola anche alla sottoscritta (ma non posso partecipare, quindi fatelo voi per me).

Quindi, eccoci qua.

La tappa precedente alla mia è dedicata al prologo del romanzo mentre a me tocca la seconda fase, i primi due capitoli. Normalmente vi direi che i primi capitoli sono una passeggiata perché è molto raro che succeda qualcosa di veramente importante o determinante nello sviluppo dei personaggi, perché di solito i primi due capitoli hanno un unico compito - difficilissimo - ovvero quello di acchiappare l'attenzione del lettore. Con il Principe Prigioniero, però, questo sbattimento è toccato al prologo, tant'è che se non conoscete questa storia ma state per iniziarla vi renderete presto conto che è il prologo a determinare l'intensità della scintilla tra romanzo e lettore.

Però, e qui per forza di cose si deve sottolineare, anche se il prologo ha fatto il lavoro sporco la mia tappa e i miei due capitoli hanno il compito altrettanto difficile di mantenere l'attenzione del lettore, incatenarla, assicurarla fino alla fine, inchiodare alle pagine, insomma trasformare quella prima scintilla in un incendio di sfrigolante curiosità e coinvolgimento.

Per questo read along ho riletto anche il prologo insieme ai miei due capitoli e, sarò, sincera, sono stati loro a farmi ricordare quanto il romanzo mi avesse coinvolta fin da subito. Il compito di convincere definitivamente il lettore viene svolto alla perfezione perché la Pacat non solo entra subito nel vivo della storia, ma perché nel giro di due capitoli (che non sono per niente brevi e sbrigativi, comunque) rende chiara la posizione del protagonista Damen e il contesto nel quale viene spedito, e - a raffica - introduce il primo incontro con Laurent, i primi dialoghi, le prime impressioni e le prime pedine mosse nella silenziosa battaglia di volontà tra Damen e Laurent.

Non è cosa da poco saper sparare tutte queste importanti cartucce nei primi due capitoli e farlo anche bene, non è da sottovalutare la fluidità con la quale la Pacat ha improvvisamente messo Damen in una posizione di inferiorità e sottomissione e lo ha letteralmente travolto con una realtà complicata sia per i suoi risvolti politici, sia per la difficile personalità del nuovo padrone, Laurent.

Ed ecco che è qui che si gioca il giudizio defintivo: i due personaggi sono affascinanti e opposti, con un Damen più mascolino, adulto, un soldato e un politico che sa usare la testa oltre che i muscoli e che subito cerca i punti deboli della sua già debole posizione. E poi Laurent, che entra in scena freddo come il ghiacco, sprezzante al limite dello sgradevole ma affascinante proprio per questa sua aura di calcolatore imprevedibile e impassibile ma allo stesso tempo attraente perché bello da non credere, androgino, pallido, biondo, ricoperto da vestiti di un blu così scuro che rendono la sua pelle quasi traslucida. E' una strana creatura, Laurent, l'opposto di un Damen aperto e facile da leggere, una sorta di amico per il lettore quanto Laurent stesso è in bilico tra il ruolo del cattivo e del buono.

Prima che ci si possa fare un'idea della natura di Laurent, il secondo capitolo si chiude, lasciando Damen fisicamente sfiancato e psicologiamente confuso, e il lettore altrettanto spiazzato dall'ultima scena: anche se Laurent è un blocco di marmo che trasuda disprezzo ha cominciato a lasciar vedere un lato di sé stranamente morbido.

Ora, io non so come funzionano queste cose a tappe, ma se vi ho passato almeno un briciolo del mio struggimento e del mio coinvolgimento per questi due personaggi e per il romanzo stesso allora vi dico PARTECIPATE e leggete questo romanzo. Non è nemmeno rilevante che i personaggi siano maschi (so che ad alcune può dare fastidio), siamo ad un livello di sessualità che trascende il romance o il M/M e si avvicina pericolosamente alla bisessualità spontanea a naturale della Rice. Altissimi livelli, quindi, perché la naturalezza con la quale la sensualità scivola via in sordina dalle prime scene è adulta, matura, cerebrale e decisamente appassionante per il carattere dei due e non solo per la loro fisicità.

Ultima piccola nota, questi due capitoli sono una miniera di ispirazione per chi vorrà partecipare al giveaway e ci sono delle descrizioni che riescono ad ispirare persino la persona meno artistica e creativa dell'universo, scatenatevi e fateci gioire perché la materia prima è roba buona.

REGOLAMENTO PER PARTECIPARE
In occasione dell’uscita del secondo volume della saga Captive Prince, la pagina FB dedicata, Captive Prince Italia (LINK), in collaborazione con il gruppo Captive Prince - Italian readers (LINK), sotto l’egida della Triskell, a partire dal 4 gennaio ha organizzato la lettura di gruppo (Read Along) de Il Principe Prigioniero, partecipando alla quale si potrà concorrere al Giveaway del secondo volume digitale della saga, edito sempre dalla Triskell.

Il Read Along sarà presentato e commentato sia nella pagina che nel gruppo con la collaborazione di questo blog e di altri sette blog amici.

Partecipare al Giveaway è facilissimo e divertente.
- dovete mettere il like alla pagina e fare parte del gruppo, comunicando alle admin l’intenzione di partecipare all’iniziativa.
- dalle tappe e relativi capitoli che avrete scelto dovrete pubblicare nel gruppo una citazione tratta dall'edizione italiana corredata da un’immagine che può essere elaborata da voi, stile aesthetics, oppure da una delle tantissime fan art su Captive Prince che devono però riportare i credits dell’artista.
- per provare a vincere il Giveaway è obbligatorio partecipare ad almeno cinque delle otto tappe del Read Along. Tra tutte le finaliste di tutte le settimane, a fine Read Along verrà scelta la citazione-immagine vincitrice a cui sarà assegnato in premio il libro digitale.

Esempio FanArt + citazione

Gli occhi azzurri avevano l’innocenza del cielo, e solo se li guardavi con attenzione scorgevi un’emozione sincera nelle loro profondità. Come l’antipatia, per esempio. Damen avrebbe potuto attribuirla al rancore, avrebbe potuto pensare che intendesse fargliela pagare per aver assistito alla discussione che aveva avuto con suo zio; ma la verità era che Laurent l’aveva guardato in quel modo sin dalla prima volta che i suoi occhi si erano posati su di lui.

-Il Principe Prigioniero-

Immagine: @VeretianViper

Esempio aesthetics + citazione
A Laurent bastava respirare per scatenare tendenze omicide.
Immagine: Fonte Pinterest - aesthetic by Jocasta ~ Il Principe Prigioniero

Per ogni tappa si possono proporre fino a tre citazioni corredate da immagine per ogni partecipante e si possono presentare citazioni uguali ma corredate da immagini diverse. 
Tutte le immagini con le citazioni verranno premiate con la pubblicazione nella pagina sotto forma di post, col riferimento dell’autore e dei credits.

Ogni settimana, il Blog che ha presentato la tappa sceglierà tra tutte le citazioni-immagini proposte nella sua tappa le DUE che gli sono piaciute di più. Queste passeranno il turno.

Buona fortuna e che i Lamen vi assistano.

4 gennaio 2018

Victoria Schwab
Questo Canto Selvaggio

Serie Monsters of Verity 1
Titolo originale This Savage Song

Trama
Giunti Editore
pag. 400 | € 18,00
Per anni Verity City è stata teatro di crimini e attentati, finché ogni episodio di violenza ha cominciato a generare mostri, creature d'ombra appartenenti a tre stirpi: i Corsai e i Malchai, avidi di carne e sangue umani, e i Sunai, più potenti, che come implacabili angeli vendicatori con il loro canto seducente catturano e divorano l'anima di chi si sia macchiato di gravi crimini. Ora la città è attraversata da un muro che separa due mondi inconciliabili e difende una fragile tregua: al Nord lo spietato Callum Harker offre ai ricchi protezione in cambio di denaro, mentre al Sud Henry Flynn, che ha perso la famiglia nella guerra civile, si è messo a capo di un corpo di volontari pronti a dare la vita pur di difendere i concittadini e ha accolto come figli tre Sunai. In caso di guerra la leva più efficace per trattare con Harker sarebbe la figlia. Così August, il più giovane Sunai, si iscrive in incognito alla stessa accademia di Kate per tenerla sotto controllo. Ma lei, irrequieta, implacabile e decisa a tutto pur di dimostrare al padre di essere sua degna erede, non è un'ingenua...
Era la mente che controllava il corpo che controllava i cadaveri sul pavimento i segni marchiati giorno dopo giorno dopo giorno sulla pelle finché non si spezzava e si rompeva e sanguinava al ritmo degli spari e nella melodia del dolore e il mondo era un canto selvaggio, suonava ed era fatto di musica, ed era quello il ciclo dell'esistenza, lo schianto nel lamento, e avanti così e niente era reale tranne August, oppure tutto era reale tranne lui...
Commento
Che colpo di fulmine, ragazzi.
Giuro che quando ho comprato questo romanzo non avevo nessun tipo di aspettativa, l'ho preso un po' per sostenere la serie in italiano, un po' perché era un periodo in cui compravo solo edizioni in lingua originale e mi sentivo una traditrice. L'ho lasciato a prendere polvere e poi, appena aperto, è scattato il colpo di fulmine.
Mi è piaciuto tanto, mi è piaciuto tutto, potrei addirittura dire che ho preferito leggerlo in italiano perché - puro parere personale - la traduzione mi è sembrata ben fatta. Non rimpiango l'acquisto impulsivo e nemmeno di aver speso molto di più rispetto all'edizione americana perché il risultato è stato cinque pallini.
La signora Schwab è entrata nelle mie letture con Magic che mi era piaciuto ma nemmeno mi aveva colpita, qui invece ha dimostrato di possedere una serie di qualità e di capacità che soddisfano le mie necessità.
La storia, più di tutto, mi ha presa dall'inizio alla fine. La sua costruzione, lo sviluppo, l'idea stessa di base sono stati talmente ben fatti, ben pensati e scritti che ogni cosa ha trovato il suo posto e il suo giusto ruolo, così come ogni personaggio si è potuto inserire e muovere in modo preciso, coerente e in piena armonia con la storia.
In un mondo dove il male ha dato vita a tre diverse sue incarnazioni, una sorta di causa effetto in versione horror, le società si sono sfaldate, ristrette, chiuse in se stesse e cadute in un ciclo di autogestione violenta. Nelle ore di luce ci si sforza di fare finta di niente, di vivere come si faceva prima, mentre appena il sole tramonta le città si svuotano e solo se sei barricato al sicuro, o se hai pagato per la protezione superi la notte.
V-City, Verity è la città dove si svolge il romanzo, un luogo che un tempo era una grande città e che ora è divisa in due da una barriera e ogni lato è un inferno con le sue caratteristiche e i suoi capi. Da un lato c'è il dominio di Harker, criminale che si è preso il controllo della città e che vende protezione ai cittadini. Dall'altra c'è Flynn, un po' meno ricco e convinto di dover combattere i mostri e proteggere tutti senza compenso. Queste due fazioni rispecchiano la classica lotta tra bene e male, dove Harker incarna il male, con tanto di Malchai e Corsai al suo servizio, mentre Flynn rispecchia l'ideale del paladino del popolo che ha un'unica, potente, arma: i Sunai.
E' doveroso, quindi, spendere due parole sulle creature inventate dalla Schwab. I Corsai, mostri dai denti affilati ormai lontanissimi dal sembrare umani, divorano le persone e nascono dalle ombre dopo un atto di violenza. I Malchai, che hanno ancora qualche tratto umano, occhi rossi, e una mente affilatissima, sono infidi e pericolosi perché non sono né umani, né totalmente trasformarti come i Corsai. Poi ci sono gli unicorni dei mostri, i Sunai, creature che nascono dopo un evento violento di grande portata, come atti terroristici e omicidi di massa, e che - per forza di cose - sono in netta inferiorità numerica. Hanno sembianze umane, si confondono con la popolazione, ma sono i più pericolosi in quanto si nutrono delle anime delle persone che hanno compiuto atti di violenza. I Sunai sono una sorta di punizione divina, vanno a eliminare il problema alla fonte.
Per quanto mi riguarda la Schwab ha fatto un ottimo lavoro con i suoi mostri. Sono tutti diversi, hanno tutti una genesi specifica e hanno un ruolo preciso all'interno del romanzo, però è evidente che i Sunai e i Malchai giocano su un piano diverso rispetto ai Corsai, sempre per il discorso bene vs male.
Ora, detto questo, facciamo entrare in gioco i due protagonisti. Kate Harker e August Flynn.
Kate aveva tutte le carte per essere un'eroina che avrei dovuto odiare. Aggressiva, negativa e quasi sempre convinta di essere la più furba e la migliore, Kate nasconde molto bene le sue debolezze e aspira ossessivamente ad ottenere l'approvazione del padre. Diventare la sua erede e renderlo orgoglioso per molto tempo sono le uniche cose che riempiono le sue giornate. Quando torna a V-City Kate pensa di poter prendersi ciò che è suo di diritto senza ostacoli, invece l'attenzione del padre non si posa mai su di lei, men che meno la vede come suo pari.
August, invece, è l'opposto di Kate, è sensibile, potretto dalla famiglia in modo soffocante, e lotta costantemente tra l'impulso di assecondare la sua natura e il voler essere disperatamente umano. August è un Sunai e ciò che lo rende così speciale ai miei occhi è il suo modo di essere. C'è poesia nella sua sofferenza, nel modo in cui si tende verso la fragilità umana e nel suo costante struggimento; e c'è anche fragilità perché non abbracciando completamente la sua natura diventa un bersaglio facile: la fame è sempre lì pronta a fargli perdere il controllo e gli altri non vedono l'ora di usarlo come arma - Leo, Henry - o come trofeo - Kate. August è un giovane fragile nella sua natura, ma estremamente saldo e maturo nella sua umanità.
I due, apparentemente, non hanno nulla da spartire, ma proprio perché sono opposti sia nel carattere che nel comportamento, sia perché una è umana e l'altro un Sunai, sono una coppia che funziona benissimo. Con coppia intendo accoppiata, compagni di avventure, amici, perché di romantico in questo romanzo non c'è niente. So che molti si aspetterebbero l'inevitabile innamoramento, ma qui non c'è, non è uno YA che si butta nella solita situazione in cui i due ragazzi si innamorano. No, qui no, Kate e August ne passano di tutti i colori insieme, in un certo senso si scelgono, si aiutano, si fidano e si prendono cura l'uno dell'altra ma non c'è nessun risvolto romantico. Non ancora, almeno.
Tra i due il mio preferito è August, senza ombra di dubbio, anche se Kate mi è piaciuta contro ogni previsione, non sono riuscita ad affezionarmi come con il Sunai.
Era questo che voleva dire essere umani?
Poi guardò il cadavere dell'uomo, e una tristezza silenziosa lo attraversò come un brivido di freddo. All'improvviso la normalità gli sembrò così lontana. Era uno scherzo crudele dell'universo, pensò, che dovesse sentirsi umano solo dopo aver fatto qualcosa di mostruoso. Il che lo portò a domandarsi se quella breve scintilla di umanità non fosse solo un'illusione, un'eco della vita che aveva tolto. La sensazione di un impostore.
In generale, però, credo che sia l'insieme ad avermi appassionata così tanto. L'idea di base unita ai due protagonisti insieme allo stile della Schwab hanno prodotto un romanzo assolutamente appassionante che non si limita solo per il target e si lascia andare a momenti piuttosto drammatici e pesanti, così come a momenti di introspezione intensi che migliorano di molto la qualità della storia e arricchiscono la narrazione.
Sono consapevole che c'è il rischio che l'editore italiano non prosegua con la pubblicazione, ma male che vada mi butterò sull'edizione originale senza troppe menate. Anzi, credo che se anche Giunti dovesse pubblicare il secondo ma tra un sacco di tempo cederò all'acquisto del paperback americano. Non sono per niente brava ad aspettare, soprattutto quando trovo una serie che mi ha appassionata così tanto.

21 dicembre 2017

J. R. Ward
The Chosen

Serie Black Dagger Brotherhood 15

Trama
Ballantine Books
pag. 556 | € 7,06
Xcor, leader of the Band of Bastards, convicted of treason against the Blind King, is facing a brutal interrogation and torturous death at the hands of the Black Dagger Brotherhood. Yet after a life marked by cruelty and evil deeds, he accepts his soldier’s fate, his sole regret the loss of a sacred female who was never his: the Chosen Layla. Layla alone knows the truth that will save Xcor’s life. But revealing his sacrifice and his hidden heritage will expose them both and destroy everything Layla holds dear—even her role of mother to her precious young. Torn between love and loyalty, she must summon the courage to stand up against the only family she has for the only man she will ever love. Yet even if Xcor is somehow granted a reprieve, he and Layla would have to confront a graver challenge: bridging the chasm that divides their worlds without paving the way for a future of even greater war, desolation, and death. As a dangerous old enemy returns to Caldwell, and the identity of a new deity is revealed, nothing is certain or safe in the world of the Black Dagger Brotherhood, not even true love...or destinies that have long seemed set in stone.


Commento
Prima di cominciare con il commento vero e proprio, vorrei portare alla vostra attenzione la mia  pazienza, oserei dire, inumana.
The Chosen è uscito ad Aprile 2017, ben otto mesi fa, e io l'ho letto solo adesso. Rendiamoci conto della tremenda forza di volontà che ho dimostrato, dell'autocontrollo e persino della follia perché resistere otto mesi, pur avendo il romanzo sotto mano, e riuscire ad evitare qualsiasi - e sottolineo qualsiasi - spoiler è un traguardo che non penso di aver mai raggiunto.
Cos'è successo, nel caso ve lo stiate chiedendo. E' successo che ogni volta che mi cadeva l'occhio avevo un titolo su richiesta da smaltire, oppure avevo in sospeso un romanzo della biblioteca, o ancora c'era quella novità che dovevo leggere subito perché , e quindi il povero The Chosen - che ho comunque custodito con tanto amoreh - ha scalato la lista dei tbr solo pochi giorni fa.
Ma, se devo proprio essere sincera, siccome la coppia Layla/Xcor era una di quelle che ho tifato per tipo ventordici romanzi, sentivo una certa ansia all'idea che la Ward avesse potuto - come dire - combinare un casino e rovinare tutto, per cui ho procrastinato fino a che la situazione è diventata ridicola. Poi ovviamente l'hype è arrivato tutto in una botta e mi ci sono ficcata dentro come una tossica.
Responso breve e a caldo. Bene, ma non benissimo.
As usual Jessica è una di quelle scrittrici che non cambia una virgola del suo stile perché funziona. La sua voce è così particolare e così carismatica, oltre che coerente con i personaggi e la serie, che già solo per questo o la ami o la odi a prescindere dalla coppia, dalla trama, dalla serie. Quindi, appurato che dal punto di vista della forma siamo a cavallissimo e che Jessica ha saputo farmi raggiungere picchi di angst e sofferenza di sublime intensità (poi elaboro), devo solo addentrarmi nei meandri della storia e sviscerarla per bene.
Che io ricordi - e sicuramente ne ho perso qualcuno - ci sono almeno nove punti di vista narrativi e, sorprendentemente, tutti hanno un senso. Ci sono Xcor e Layla, obvs, V, Qhuinn, Blay, ci sono anche Throe e Trez, due ritorni quasi opposti, e infine Zypher, uno dei Bastards, e Therese new entry assoluta. Ora, i primi sono necessari essendo protagonisti e personaggi principali, gli altri, invece, sono gli extra. Trez, che non è proprio uno dei miei preferiti, è ancora in pieno lutto e la Ward chiaramente non ha saputo lasciarlo andare. Throe, invece, ha scalato la gerarchia e sta tentando di arrivare in alto, come ve lo dico poi. Zypher è un pov discreto che si fa sentire solo per poco ma che riesce a dare qualcosa in più all'immagine dei Bastards, fino ad ora un po' declassati a sbudellatori che vivono in sgabuzzini e mangiano la pizza di Domino's. La new entry Therese è uno spoiler ambulante ed è stato un ingresso che, francamente, avrei gradito di più se fosse arrivato più avanti nella serie.
Devo essere sincera, i due protagonisti non hanno avuto grande carisma e non si sono distinti per intensità tra il mucchio di personaggi. Da Layla un po' me lo aspettavo ma da Xcor no, speravo in qualcosa di meglio.
E ora comincio con gli spoiler violenti.
In The Beast Xcor era stato preso a randellate in testa da V e aveva passato quasi tutto il romanzo in coma nella caverna sacra della BDB. In sostanza il suo ruolo era di prigioniero e di elemento di disturbo dell'idillio della casa. Non che Layla se la fosse passata meglio, perché era gravida e chiusa nella sua cameretta volutamente tenuta all'oscuro di ogni cosa da parte di tutti.
In The Chosen, come si può immaginare, Xcor si sveglia e con solo l'apertura delle palle degli occhi scatena una crisi familiare degna della peggiore puntata di Beautiful. In piena crisi isterica sia Tohr che Qhuinn fanno a gara a chi ha il diritto di ucciderlo, quando la voce della ragione - aka Wrath - sottolinea che deve essere interrogato. I Fratelli sembrano delle biglie impazzite, rimbalzano di qua e di là urlando come delle galline perché Xcor è sveglio, pronti tutti a sfoderare i forconi.
Nel mentre Xcor, deperito, ignudo, dimagrito, rimbambito e pure ancora mezzo moribondo, se ne sta placido e rilassato a guardarli, assolutamente in pace con se stesso e pronto ad essere spazzato via dalla Terra. Questo mood sarà la costante di Xcor per tutto il romanzo, affronta ogni cosa con razionalità, senza scomporsi e accetta qualsiasi cosa perché è arrivato ad un punto della sua vita in cui indietro non vuole e non può andare e avanti non c'è spazio per lui. Si rende conto che difficilmente uscirà vivo da questa situazione e si accontenta di quello che riceve, poco e per poco tempo, perché per lui sono momenti preziosi che - a suo dire - bastano per una vita intera.
Tanto Xcor è zen, tanto Layla è in fase berserk. Layla si divide in due, in questo romanzo che porta il suo titolo. All'inizio è la chosen che conosciamo, sottomessa, gentile, forse troppo ingenua e malleabile, e poi diventa Layla incazzata, quella che fanculo il mondo e scopre l'indipendenza materiale e di pensiero, il potere e la soddisfazione di prendere le proprie decisioni e accettarne le conseguenze e rimanere contro tutti fino alla fine.
Bene, Layla secondo me avrebbe potuto e dovuto far scorrere del sangue perché con tutto quello che ha sopportato e con tutto quello che non ha avuto avrebbero dovuto stare zitti tutti e farsi un esame di coscienza. Wrath, nella sua immensa intelligenza, è l'unico che prende le sue difese, l'unico che può prendere delle decisioni irrevocabili senza che gli altri possano metterci becco e lo fa alla grande. Uno dietro l'altro sgancia decreti reali inventati al momento o studiati con Saxton e il fatto che si incazzi come una biscia quando non gli danno retta me lo ha fatto amare. Non solo perché prende le difese di Layla e scotenna Qhuinn e Tohr, ma perché si confronta con Xcor come se fossero pari. Pari nel senso che entrambi sono capi di un gruppo di soldati, e in fondo le dinamiche sono le stesse. 
Vedere Wrath e Xcor che finiscono le frasi uno dell'altro, che si capiscono senza nemmeno bisogno di spiegarsi, e che vanno ben oltre le dinamiche della guerra per arrivare ad una decisione razionale e comune è stata una soddisfazione immensa.
Tanto più che così i due mestruati di turno hanno subito una cocente sconfitta. Tohr si è preso un calcio in culo improvviso per la sua insubordinazione e Wrath gli ha detto sei fuori, ciaone. Certo, poi ha ridimensionato il cazziatone, ma intanto il mister si è preso lo spavento. Poi si è fatto strigliare da Layla, con tanto di ceffone sonoro, e infine è stato schiacciato nel suo angolo dal fattore fratello di sangue che lo ha finalmente convinto a chiudere il momento capricci.
Per Qhuinn devo spendere più parole perché non mi è piaciuto affatto. Non mi aspettavo la sua reazione alla dichiarazione di Layla e soprattutto non pensavo potesse trasformarsi in un ipocrita stronzo della peggior categoria. Nel giro di un nanosecondo ha dato a Layla della puttana traditrice, ha tentato di spararle (mentre aveva in braccio i gemelli, no less), ha detto una cattiveria enorme a Blay ed è entrato nell'olimpo dei coglioni che sono convinti di essere nel giusto, di avere ragione e tanto faranno quello che vogliono.
E no, caro mio, perché Wrath comanda, e Blay ti scarica, così che sei isolato su tutti i fronti, fuori dalla rotazione delle ronde, fuori dalla routine familiare, fuori dall'idillio di essere padre e fuori dalle grazie di quasi tutti i personaggi secondari. Qhuinn è uno stronzo, per tutto il romanzo è cattivo, negativo, ottuso, egoista e ipocrita, e solo alla fine la Ward gli fa cambiare idea in un modo che, a mio parere, fa acqua da tutte le parti. Non basta che giochino alla famiglia del Mulino Bianco se le motivazioni di un cambio così radicale non vengono espresse.
Un altro personaggio che prende spesso il microfono è V, perché a volte ci vuole qualcuno che usi solo il cervello e non il cuore. Con i casini degli altri V è un fenomeno, con i suoi un po' meno tant'è che ad un certo punto sembra soffrire di una crisi da abbandono: Jane è sempre nell'ala ospedaliera e non ha tempo per lui; è come se vivesse in un rapporto platonico e cerebrale, è soddisfatto da un lato ma tremendamente frustrato dall'altro perché vede le relazioni degli altri evolvere mentre la sua è immobile. Per un attimo accarezza persino l'idea di tornare alla vecchia valvola di sfogo, chissà se poi combinerà anche lui un casino atomico, spero proprio di no perché V che mette le corna a Jane non è una di quelle cazzate che potrei tollerare.
In ultimo mi tocca spendere due righe per Throe perché, a quanto pare, è il nuovo cattivo. Siamo passati dall'Omega, a Lash a Throe. Jessica, WTF? Sul serio? A parte che Throe mi è sempre stato sulle palle, ma qui diventa proprio insopportabile. Vogliamo parlare del libro magico? Vogliamo parlare del magicabula? Non lo accetto, preferivo mille volte i lessers e l'Omega, almeno loro erano super cazzuti.
Ora che ho sparato a zero sui personaggi, mi fermo sulla trama. Mi ha sorpresa un po' che questa volta non ci fosse un secondo nucleo dopo lo sviluppo della coppia principale. Ero ormai abituata a doppie e triple trame intrecciate, invece qui è tutto piuttosto lineare e non c'è la sensazione di essere travolti da troppi contenuti. La Ward si occupa principalmente della questione Xcor e Bastards e procede con il chiaro obiettivo di concludere quel blocco narrativo. Era citofonato - o almeno io lo avevo previsto - che alla fine la BDB avrebbe assorbito i Bastards, che senso avrebbe avuto esiliarli quando Xcor giura fedeltà a Wrath e dimostrano nella battaglia finale di essere degli sbudellatori con un codice dell'onore e della fedeltà ferreo? E poi, vogliamo parlare del fatto che così la Ward ha carne fresca da trattare? No, non vogliamo perché a me va benissimo così.
Il fatto, quindi, che la trama sia lineare e contenuta ha aiutato tanto nello sviluppo di un filo narrativo intenso, emotivamente coinvolgente e incalzante. Come ai bei vecchi tempi ho divorato il romanzo in tempi brevissimi, bruciando interi blocchi di 100 pagine come niente e rimanendo incollata alle pagine come una drogata. Tutto così bello e intenso, come ai vecchi tempi, e pieno pieno di drama e angst che, ad un certo punto, facevo commenti ad alta voce con Fidanzato perché non ce la facevo a tenermi tutto dentro.
A voler trovare un difetto, la coppia Xcor e Layla non è stata così esplosiva come avrei pensato. Lui forse avrebbe dovuto mostrare un lato più animalesco, più dominante, invece il fatto che sia così equilibrato ha allentato il ritmo incalzante del mating, del bonding e compagnia bella. C'è poco sesso, tra di loro, poco descritto, poco punto di non ritorno non so se mi spiego. Non è proprio un male, intendiamoci, però se ci fosse stato un briciolo di più di romanticismo e passione avrei osato con un volto ancora più alto.
Il vero punto debole è il finale, non ricordo se l'ho già detto. E' frettoloso, stucchevole, c'è troppo happy ending forzato tant'è che la scenetta di Qhuinn, Blay, Layla e Xcor in lacrime di fronte ai due gemelli mi ha causato un conato di vomito perché, onestamente, non se ne sentiva il bisogno.
Io amo la Ward, credo che ci siano stati pochissimi momenti in cui ho schifato le sue scelte narrative ma ho sempre avuto fiducia nel suo progetto più ampio. Fino ad ora non mi ha ancora delusa, ogni tanto ha smorzato il mio amore, ma penso che rimanere fedeli ad un'autrice e ad una serie per dodici anni non sia roba da poco. Vuol dire che è amoreh vero.