31 luglio 2017

Stephenie Meyer
The Host - L'Ospite

Serie The Host 1
Titolo originale The Host

Trama
Rizzoli 24/7
pag. 569 | € 18,00
Nel futuro la specie umana sta scomparendo. Un'altra razza, aliena, potente e intelligentissima, ha preso il sopravvento, e i pochi umani rimasti vivono raccolti in piccole comunità di fuggiaschi. Tra loro c'è Jared, l'uomo che la giovane Melanie, da poco caduta nelle mani degli "invasori", ama e non riesce a dimenticare. Neppure adesso che il suo corpo dovrebbe essere niente più di un guscio vuoto, un semplice involucro per l'anima aliena che le è stata assegnata. Perché l'identità di Melanie, i suoi ricordi, le sue emozioni e sensazioni, il desiderio di rincontrare Jared, sono ancora troppo vivi e brucianti per essere cancellati. Così l'aliena Wanderer si ritrova, del tutto inaspettatamente, invasa dal più umano e sconvolgente dei sentimenti: l'amore. E, spinta da questa forza nuova e irresistibile, accetta, contro ogni regola e ogni istinto della sua specie, di mettersi in cerca di Jared. Per rimanere coinvolta, insieme a Melanie, nel triangolo amoroso più impossibile e paradossale, quello fatto di tre anime e due soli corpi.
"[...]Secondo me...ecco, credo che tu...muoia dalla voglia di diventare umana." Sentii l'ombra di un sorriso nei suoi pensieri, quando si accorse dell'ironia di quelle parole. "Dopo esserti lasciata alle spalle così tanti pianeti e ospiti, finalmente hai trovato il luogo e il corpo per cui sei disposta a morire. Secondo me hai trovato una casa, Viandante."

Commento
Contro ogni previsione, l'ho amato alla follia.
Mi ricordo ancora quando comprai Twilight in libreria, ancora non era diventato il fenomeno dell'anno e nessuno se lo filava. Ricordo come mi era piaciuto e il mondo che mi aveva aperto. Poi, lo sappiamo, la serie è andata com'è andata e la Meyer è andata sempre più a scomparire nel corso degli anni. Uniche due apparizioni The Host e The Chemist.
Siccome io sono una di quelle lettrici che se entri nella lista grigia ci rimani un bel po', ho snobbato la Meyer per anni, non perché non la volessi leggere ma perché proprio non mi interessava. Prima con il post-apocalittico fantascientifico e poi con un thriller, genere che rifuggo come la peste. Insomma, la vedevo, sapevo che scriveva ancora, e la lasciavo passare.
Poi ho guardato il film tratto da The Host e l'ho persino gradito assai, tanto che mi sono ripromessa di leggere il romanzo. Grazie a Soloscambio l'ho ricevuto ma è rimasto nella pila dimenticato per un bel po' di tempo. La congiunzione astrale richieste finite/zero voglia di NA/zero voglia di serie mi ha lasciata con una sola opzione, L'Ospite.
Diciamo che avendolo iniziato con la giusta predisposizione mentale l'entusiasmo è leggermente sfalsato, però i rischi di trovarlo noioso, banale o mal scritto non erano ancora da escludere.
Lento è lento, non c'è molto da dire, e mi rendo conto che come lamentela generale è anche la più sentita. In effetti bisogna avere un debole per i romanzi che scavano e descrivono fino al limite, così come si deve gradire una narrazione pacata che non corre, e se queste due cose non piacciono il romanzo risulta impietosamente noioso.
Io, che sbrodolo senza alcun pudore quando un autore usa tutte le parole possibili per descrivere i sentimenti, ho cominciato a piangere a metà romanzo e ho smesso solo alla fine. Se non piangevo avevo il magone, e se non avevo nemmeno il magone la commozione era comunque troppo intensa per liquidarla come semplice coinvolgimento.
Nella sua semplicità, nel suo voler mettere in risalto un elemento basilare come l'amore, ogni cosa cambia di prospettiva, ogni gesto, o frase, o persino uno sguardo hanno una potenza portata all'estremo, capace di spezzare il cuore o innalzare alla gioia più pura. Ed è per questo che mi è tanto piaciuto, perché la protagonista di questo romanzo non è una mega eroina che salva il mondo, non ha coraggio da vendere, non affronta mille nemici con il coltello tra i denti, è un'anima che segue la sua natura, e la sua natura è quella di amare.
Aggiungiamoci che l'idea di base è originale e semplice allo stesso tempo e che è abbastanza articolata quando serve lo spiegone, ed è leggera e superficiale quando quello che importa è tutt'altro che le specifiche tecniche. In un mondo futuro, o neanche tanto futuro, una nuova forma di vita chiamata Anima arriva sulla Terra e la colonizza. E' nella sua natura colonizzare quei mondi i cui abitanti sono primitivi, limitati, disorganizzati, e persino quelli più banali e immobili sono per loro una fonte di conoscenza. Così la Terra comincia a diventare un mondo equilibrato, pacifico, dove nessuno compie atti di violenza, nessuno soffre per la fame, o per le malattie, perché le Anime possono porre fine a tutto con un unico effetto collaterale: una volta inserite nel corpo ospite, l'umano a cui il corpo stesso apparteneva sparisce, spodestato dall'Anima.
La colonizzazione procede bene, anche se con qualche intoppo. Sebbene le anime non siano violente di natura, sono costrette a cacciare e rapire gli umani rimasti liberi, i ribelli, perché proprio loro potrebbero mettere a repentaglio il nuovo sistema di pace e prosperità.
Naturalmente questi ribelli sono persone che non vogliono sottomettersi all'invasore, ai parassiti, e che continuano a credere che la loro vita e la loro cultura siano migliori rispetto a quelli delle Anime perché appartengono alla Terra, perché sono loro i veri abitanti.
Tra tutte queste Anime una è diversa dalle altre, perché ha vissuto in tutti i mondi colonizzati dalla sua specie e sulla Terra il suo nome è Viandante. Innestata nel corpo di una giovane donna, Viandante comincia la sua vita da Anima e procede tranquilla nonostante la Cercatrice affidata a lei la martelli per ottenere più informazioni possibili dal suo corpo ospite. Viandante, infatti, è stata inserita nel corpo di una ribelle, Melanie, e i suoi simili sono convinti che nei suoi ricordi ci siano le informazioni per arrivare ad un covo di umani.
Nonostante Viandante metta in pratica tutti procedimenti e gli esercizi richiesti, Melanie non scompare, rimane nella sua testa cosciente, consapevole e forte come Viandante non si aspettava che fosse. Col il passare dei giorni i ricordi e i sogni di Melanie si fondono con quelli di Viandante e le immagini della sua vita passata, del fratellino Jamie e del suo amore Jared risvegliano in Viandante sensazioni e sentimenti estremi, fortissimi, difficili da gestire e da comprendere, sentimenti che con la loro potenza finiranno per influenzarla completamente.
La coesistenza tra Mel e Viandante diventa complicata e difficile da nascondere alla Cercatrice che, più che una simile, sembra essere loro nemica. Così entrambe decidono che è arrivato il momento di trovare Jamie e Jared, non solo perché Melanie lo desidera tantissimo, ma perché attraverso i ricordi di Mel Viandante ha sviluppato gli stessi suoi sentimenti in una versione tutta sua. Per Jamie prova lo stesso affetto, scopre cos'è l'istinto materno degli umani, la necessità di proteggere e di stare vicini ad un essere umano, e per Jared prova una versione scomposta dell'amore, più difficile e dolorosa perché sa che non ha nessun diritto di amarlo, perché lui ama Melanie e perché non c'è spazio per due diversi tipi di amore in un solo cuore.
Ma Viandante non vuole spodestare Melanie, ormai è una sua compagna, una sua amica, sua sorella durante momenti di crisi e di difficoltà, è il punto di vista che le serve per comprendere i nuovi sentimenti che prova e per capire gli esseri umani e la loro complessa mentalità.
Quando Viandante e Melanie trovano lo zio Jeb, Jamie, Jared e l'insiediamento umano di ribelli comincia per lei un percorso ancora più difficile: ora che li ha tutti di fronte deve fare i conti con l'odio, il disprezzo e la paura che provano per lei che ha rubato il corpo di Melanie, che ha cancellato una persona che loro ancora amano con tutto il cuore.
Ed è in questo punto che la drammaticità della storia tocca dei picchi di incredibile intensità. Viandante, ribattezzata Wanda, soffre perché la maltrattano, perché non si fidano di lei nonostante tema e rifiuti qualsiasi forma di violenza, perché l'isolamento al quale viene costretta non è solo fisico ma soprattutto mentale ed emotivo e per lei, creatura che ha insito in lei l'istinto di amare, è come distruggere piano piano la sua stessa natura. Di fronte alla violenza di Jared le si spezza il cuore, come lui la consideri una sorta di parassita vermiforme senza dignità senza sentimenti non è abbastanza perché lei smetta di amarlo, e la sua situazione diventa ancora più critica quando gli altri capiscono che Melanie è ancora presente e che vede e sente attraverso di lei.
Conoscevo la metafora sproporzionata con cui gli umani descrivevano la tristezza: 'cuore spezzato'. Melanie stessa ricordava di averla usata. L'avevo sempre ritenuta un'iperbole, una convenzione. Perciò non mi aspettavo di provare dolore al petto. La nausea sì, il respiro mozzato in gola sì, e anche le lacrime che mi bruciavano gli occhi. Ma cos'era lo squarcio che sentivo all'altezza del petto? Una reazione insensata e irrazionale. Non solo mi sentivo squarciata, ma anche strapazzata, sballottata in tutte le direzioni. Perché anche il cuore di Melanie si spezzò, e fu una sensazione distinta dalla mia, come se un organo in più fosse spuntato a compensare la nostra doppia consapevolezza. A doppia mente, doppio cuore. E doppio dolore.
Insomma, Wanda è costretta ad affrontare una continua aggressione fisica, sensoriale, emotiva, e non c'è tregua nel periodo di prova che i ribelli le fanno scontare. Tra chi la ignora, chi la insulta apertamente e chi tenta di ucciderla, ci sono solo tre persone che le danno il beneficio del dubbio: Jeb, che capisce subito che Wanda è innoqua, che è incapace di odio e di violenza e dalla quale vuole imparare; Jamie, che unisce l'amore per la sorella all'affetto per Wanda ed è incapace di distinguerle, e Ian, che all'inizio voleva ucciderla e poi ha capito che lei è il male minore, che è troppo gentile e non ha colpe per meritarsi un trattamento così incivile.
Poco alla volta la situazione cambia, e Wanda riesce a farsi accettare dal gruppo proprio perché collabora, aiuta, sostiene e non nasconde mai i suoi sentimenti, è impossibile fraintendere quello che pensa e quello che fa perché è trasparente e indifesa. Così Jared smette di maltrattarla e impara a vedere la sua individualità oltre a quella di Melanie, Jamie continua a trattarla come un'amica e Jeb le affida compiti e segreti come se fosse una di loro. E Ian, che è un personaggio che all'inizio non sembra essere per niente importante, si prende poco alla volta un pezzettino di cuore con la sua gentilezza, con la sua accettazione per Wanda e con l'affetto disinteressato che le regala.
La delicatezza e la precisione con le quali la Meyer descrive i pensieri di Wanda sono la parte più bella del romanzo. Ci si dimentica in fretta della natura fantascientifica della trama, della questione alieni e del pericolo per l'umanità, perché attraverso Wanda la Meyer ci sbatte in faccia alcuni dei nostri difetti più comuni e forse più distruttivi: la tendenza a diffidare del diverso, il ricorrere alla violenza come forma di autodifesa, il non sforzarsi di capire e accettare e l'incapacità di autocritica.
Da Wanda impariamo anche che essere umani ed essere imperfetti e fallibili non è sempre un male, perché si ama e si vive con un'intensità che non ha pari e che, oltre a grandi eccessi di violenza ci sono anche picchi di altruismo e di gentilezza.
La lezione più difficile, però, ce la insegna Wanda. Il suo sacrificio in nome dell'amore strappa il cuore ma è anche la soluzione più coerente per lei, perché secondo la sua natura distruggere o cancellare non è accettabile, ridare la vita, invece, è un sacrificio più che accettabile.
Qui, per forza di cose, mi devo fermare. Sono stata fortunata, però, perché avevo già tra le mani l'edizione con il capitolo finale aggiuntivo. Il pensiero che avrei potuto leggere L'Ospite senza quella parte, finirlo con quella fine mi ha fatto salire l'ansia. Lo avrei accettato, ci avrei pianto sopra ma lo avrei accettato, e non nego che il finale alla e vissero tutti felici e contenti mi è sembrato un po' troppo e troppo forzato rispetto al resto del romanzo, ma l'ho accettato perché ne avevo bisogno e perché porca miseria Wanda se lo merita.
Quindi, per favore, leggetelo. Dategli una possibilità anche se l'inizio vi sembrerà lento, non mollate e credete in Wanda e lei non vi deluderà, anzi le vorrete proprio bene.

27 luglio 2017

Penelope Ward & Vi Keeland
Bastardo fino in fondo

Titolo originale Cocky Bastard

Trama
Newton & Compton
ebook | € 5,99
Un australiano sexy e arrogante di nome Chance. Era davvero l’ultima persona in cui mi aspettavo di imbattermi nel mio viaggio attraverso il Paese. Quando la mia macchina si è rotta, abbiamo fatto un accordo: niente programmi, saremmo andati avanti per miglia e miglia passando notti sfrenate in motel sconosciuti senza limiti e senza una meta precisa. E così quello che doveva essere un normale viaggio si è trasformato nell’avventura della vita. Ed è stato tutto davvero incredibile finché le cose non sono diventate serie. Lo desideravo, ma Chance non si esponeva. Pensavo che mi volesse anche lui, invece qualcosa sembrava trattenerlo.
Non avevo intenzione di perdere la testa per quel bastardo arrogante, soprattutto da quando avevo saputo che le nostre strade stavano per dividersi. D’altra parte si dice che tutte le cose belle prima o poi finiscono, o no? Forse è così, o forse ero io che non volevo vedere la fine della nostra storia.


Commento
Allora ditelo che volete boicottarmi! Ditelo che volete farmi soffrire in questi ultimi giorni del mese prima delle vacanze! Ditelo che non riesco ad uscire dalla maledizione delle letture negative, e me ne farò una ragione. Anche se, cavolo, è dura finire una storia che non ti è piaciuta e passare ad un'altra altrettanto deludente e ad una terza che non ti ha lasciato nulla. Spero di vedere presto la luce alla fine del tunnel, altrimenti qui si rischia uno stop terapeutico per salvaguardare la mia sanità mentale di lettrice.
Reduce dalla dolorosa quanto noiosa esperienza della Attar (media 4.21 su Goodreads) e dalla ancora più deprimente lettura di The Quick (una più che onesta e veritiera media di 3.25) mi sono buttata sull'ultimo compito prima delle vacanze, Bastardo fino in fondo (media 4.18), scelto un po' a naso e sempre generosamente fornito dal mio spacciatore di trash preferito Newton & Compton.
Devo essere sincera, a spenderci 0,99 € non ci avrei pensato due volte ma al prezzo di listino non so se ne sarebbe valsa la pena. Poi, per carità, io sono una taccagna nata e mi separo dai soldi solo quando non posso farne a meno, ma credo fermamente che certi romanzi abbiano una fascia di prezzo adeguata al loro contenuto e se la superano rischiano di risultare indigesti.
Tutto questo per dire che a me il trash piace, ma deve essere cheap e soprattutto velocissimo da leggere. Già se mi tieni ore a raccontarmi la rava e la fava non ci siamo, deve essere tutto in stile wham bham thank you madam e tanti saluti.
Quindi, un po' rincitrullita dalle letture precedenti, ho riposto in Cocky Bastard la speranza di risollevarmi il morale e leggerlo in due giornate secche, e per un po' ha svolto alla perfezione il suo compito salvo poi rovinarsi nella seconda metà.
Di base questo è un romance contemporaneo leggermente spinto, vagamente trash, con qualche frase sporca qua e là e - in teoria - un protagonista maschile bastardo. Sarà che la mia definizione di bastardo è opposta alla loro, non ho per niente condiviso la scelta di appioppare a Chance il nome di bastardo. Poverino, non ha fatto nulla di male.
Comunque. L'inizio è il suo punto di forza: parte in quarta, entra subito nel reparto hot e spara a raffica battute che divertono sul serio. C'è Aubrey, che è la classica ragazza bella ma nella norma, ferma in una stazione di servizio con la macchina piena di scatoloni e un sacco di ore di guida prima di arrivare a destinazione. Dopo aver scoperto che il fidanzato la tradiva, ha mollato lavoro e casa e si è buttata in una nuova avventura. Un po' all'arrembaggio, si trascina dietro le sue fisse e le sue convinzioni tanto che appena uno sgnoccolo da paura le rivolge la parola lei risponde con una colata di acido muriatico. Fin da subito lo sgnoccolo Chance la inquadra bonariamente come una stronza con un palo nel culo (sto citando, non sono parole mie), e Aubrey lo chiama subito cretino neanche avesse confidenza decennale. Per una serie di sfighe i due decidono di fare uno scambio: Chance cambierà la ruota alla macchina di Aubrey, se lei gli darà un passaggio visto che la sua moto è rotta. Lei accetta, e cominciano questo viaggio all'avventura.
E' chiaro che una cosa del genere non sta in cielo né in terra e che nessun essere umano sano di mente si caricherebbe uno sconosciuto in macchina per ore, figuriamoci se dividerebbe pure le stanze degli hotel, ma siamo nel reame del trash dove tutto è possibile e dove tutto diventa accettabile. C'è uno sfondo vagamente erotico in tutta questa prima parte che non si esplicita in un bel niente ma che si contrappone piuttosto bene alle parti divertenti. Io vi dico solo che salverei l'intero romanzo per la scena della capretta Costoletta/Esmeralda Fiocco di Neve che ha la diarrea nella BMW di Aubrey.
Tutto sommato a me questa parte è piaciuta, mi ha divertita e si è fatta leggere speditamente, anche se ci sono state alcune scene che mi hanno ammosciata - il romanticismo stucchevole e l'insta-love non fanno per me - e poi il tracollo.
Nel momento in cui Chance sparisce il romanzo si trasforma in un mostro: salti temporali, flashback, ricordi del Natale passato, drammoni familiari, incarcerazioni, e una valanga di amoreh - di quello incomprensibile che mi manda in acido - e decine e decine di pagine di corteggiamento serrato.
Insomma, se all'inizio il mio voto era un bel tre pieno con il progredire della storia si è sgonfiato ad un due e mezzo stiracchiato perché la noia - la noia! - della seconda parte è stata devastante.
Siete pure in due a scrivere questo benedetto romanzo, e fatela finita con questa menata e risolvete la questione! Mi volete dire che Aubrey e Chance ci hanno messo otto giorni per innamorarsi follemente, sono stati separati due anni senza contatti e poi per ritornare insieme ci impiegano eoni? Eddai, ma non è coerente! Se dovete scrivere una storia irreale, trash e assurda, allora dateci dentro e fino alla fine sparate tutte le vostre cartucce, ma per cortesia evitate il romanticismo stucchevole e prolungato perché poi ci vuole la dialisi.
In breve, abbastanza divertente la prima parte, noiosa e lunghissima la seconda. Un romance con un tocco di hot che non guasta ma troppe troppe scene infarcite di luoghi comuni.
Ora basta, vi prego, se mi capita un'altra delusione non risponderò delle mie azioni.

24 luglio 2017

Leylah Attar
Senza nessun segreto

Titolo originale The Paper Swan

Trama
Newton & Compton
ebook | € 2,99
Un normale giorno di shopping sta per trasformarsi in un incubo per Skye Sedgewick. A un passo dalla sua macchina nel parcheggio viene rapita e narcotizzata. Poco dopo sembra arrivata la sua fine: lo sconosciuto la costringe a inginocchiarsi e le tiene puntata una pistola alla tempia. Skye aspetta che parta il colpo mentre recita la preghiera che l’aiutava a dormire da bambina, ma riceve solo un fortissimo colpo alla testa che la tramortisce.
Al suo risveglio, l’incubo è ancora al suo fianco, ha i lineamenti scolpiti e uno sguardo impenetrabile. Chi è quest’uomo e perché le è così familiare? Questo è solo l’inizio di una storia sconvolgente, una tempesta di emozioni violente e di sentimenti che travolgono il lettore sin dalle prime pagine. Un romanzo d’amore epico, oscuro e indimenticabile.





Commento
***spoiler***
Io non capisco, giuro. Perché ad ogni novità super osannata io mi ritrovo a fissare le pagine chiedendomi perché. Perché a me non piace, perché lo trovo noioso, scontato, banale, brutto. Perché? C'è qualcosa di sbagliato in me, oppure sono gli altri che hanno un metro di giudizio più morbido del mio? Non lo so, so solo che ancora una volta per me è un no grosso come una casa mentre per tutti gli altri è un sì.
Quindi prendete il mio commento con le pinze perché può essere che qua il problema sia io (anche se, onestamente, sono piuttosto convinta delle mie motivazioni).
Anyway, Senza nessun segreto è un dark romance slash romance che, a detta della maggioranza, è bellissimo meraviglioso perfetto. Ho letto persino chi lo ha definito IL romanzo (con l'articolo in maiuscolo) e un po' mi è venuta l'ansia. Ora che l'ho finito - dopo due settimane DUE - io, di così indimenticabile e meraviglioso, non ci ho trovato niente.
La storia è questa: il giorno del suo compleanno Skye, ereditiera ricca, bella, bionda, un po' frivola, viene rapita da uno sconosciuto che la droga e la carica su una barca. Il rapitore - oscuro ma affascinante - la maltratta, le taglia una falange del dito, e più in generale cerca di ucciderla per vendicarsi del padre di lei. Il soggetto in questione, che si fa chiamare Damian, non riesce ad ucciderla perché ogni volta sembra bloccarsi, però non la libera e Skye viene strapazzata in ogni modo.
In buono stile dark la ragazza comincia a sviluppare un'attrazione morbosa nei confronti di Damian che la schifa senza mezze misure. Seppur tenti di fuggire ogni volta, alla fine Skye si attacca a Damian e comincia a vederlo come un porto sicuro: essendo sperduti in mezzo al mare non ha molte vie di fuga. L'occasione perfetta per scappare capita durante una burrasca quando Damian si prende una trave in testa e sviene e Skye riesce ad usare il telefono satellitare per chiamare aiuto e per chiamare il padre.
Però l'aiuto arriva sotto forma di Rafael, amico d'infanzia di Damian e suo complice, che li porta su un isolotto di proprietà del rapitore dove Skye viene a conoscenza della storia di Damian.
Ora, non mi ricordo nemmeno più se lei lo scopre prima o se qui Rafael le spiega il come, comunque il colpo di scena citofonatissimo che ho capito dopo due pagine è che Damian è Esteban, il bambinetto suo amico d'infanzia. Infilati nella narrazione ci sono dei flashback e dei ricordi di Skye dove ci vengono propinate un sacco di scene dei due da bambini e quindi è evidente fin da subito che Esteban e Damian sono la stessa persona.
E quindi il primo colpo di scena non mi ha colpita per niente.
Appena Skye scopre che Damian è Esteban magicamente decide che nonostante siano passati anni - anni - e che fossero due bambini piccoli lei lo ama lo stesso ed è disposta a perdonarlo (e il tuo dito? e le botte? e il rapimento? e le umiliazioni?) perché sotto sotto deve essere il suo Esteban, no?
Quante fesserie, dai, questo passa le pene dell'inferno in una concentrazione di sfighe che solo nei film, passa la maggior parte della sua vita convinto che il padre di lei ha causato tutto quello che gli è capitato ma no, lui è ancora il suo amichetto solo che adesso è un uomo ed è gnocco e quindi se lo farebbe volentieri e lo ama.
Cioè, per favore, dai.
Comunque la storia procede, con i due che giocano ai piccioncini sull'isolotto mangiando cocchi e pescando pesciolini e trombando come ricci perché si sa, niente eccita una donna e la fa innamorare più di due settimane di prigionia.
L'idillio finisce quando il padre di Skye li rintraccia e piomba dal cielo con un'intera squadra di guardie neanche fosse l'esercito. Damian e Skye vengono divisi e lui tenta un'ultima volta di vendicarsi sparando verso il padre di lei, solo che la signorina - che, poverina, ama entrambi - si mette in mezzo e prende il proiettile.
Quindi Damian, traumatizzato perché l'ama con tutto il cuore, si lascia prendere e arrestare e comincia così l'ennesimo spiegone sul suo passato. Okay, va bene, sopporto. Gli fanno il processo, si becca sette anni e dopo un anno di detenzione Skye lo va a trovare. Magicamente lui la trova più rotondetta - ma chissà come mai! - e poi non si rivedono più per sette anni.
Avete indovinato? Non ci vuole poi molto a capire che Skye era gravida e ha sbolognato la creatura mentre lui era in prigione.
Così siamo all'ultima parte del romanzo, in cui Damian compra la casa d'infanzia di Skye e comincia a restaurarla perché ormai ha chiuso con il passato, si è vendicato, sono morti tutti, e può mettersi l'anima in pace che non avrà mai Skye anche se l'ama così tanto, poverino.
Un giorno mentre lavora in casa trova nel nascondiglio di quando era piccolo una bambinetta. Chissà chi sarà, mi chiedo. Questa bambinetta è una specie di bulla che lo picchia, gli entra in casa, lo maltratta e a lui piace perché è una bambina e lui ormai è un uomo diverso.
Chissà chi sarà, ripeto, quando la incontra al cimitero sulla tomba della madre di Damian e lei gli chiede di aiutarla a decorare la tomba dei suoi nonni materni. Chissà, mi chiedo.
Caspita, non l'avrei mai detto! è la figlia di Skye e guarda un po' chi viene a recuperare la figlia? Ma Skye!
Il momento Carramba è un qualcosa di talmente scontato che, francamente, a quel punto mi è venuta voglia di eliminare l'ebook. Lui che guarda lei, lei che guarda lui, la bambinetta che parla del padre detenuto, insomma una roba prevedibile tipo Beautiful.
In chiusura Skye è diventata una sorta di buona samaritana che ha unito il suo innato senso della moda (certo, come la minigonna di paillettes) con l'aiutare le detenute del carcere dove era stata rinchiusa la madre di Esteban, e lui che gioca al maschio alfa infilandosi di notte nella sua stanza come un ninja perché oh, ti amo troppo ci dobbiamo sposare. Seguono ulteriori rocambolesche avventure, sparatorie, cattivi che muoiono e poi, ovviamente, il lieto fine.
Sì, vissero per sempre felici e contenti. No, non c'è una sola parte di questo romanzo che abbia smosso un solo neurone e mi abbia sorpresa. Niente emozione, solo noia. Niente originalità, solo una sequenza di banalità. Due personaggi che boh, onestamente se vuoi creare un cattivo molla il passato tormentato perché ormai puzza peggio di un pesce sotto il sole d'agosto. E per favore, basta con questi improvvisi innamoramenti quando nella realtà uno può anche essere mio amico d'infanzia ma se mi taglia un dito, anche solo un pezzetto, io rovino lui e tutta la sua stirpe altro che fargli gli occhi dolci e saltargli addosso.
Quindi, per finire qui la tortura, non faccio parte di chi ha amato questa storia, ma proprio per niente, perché non ci ho trovato nulla di mio gradimento. Sarò anche parte di una minoranza, ma credo di avere tutte le ragioni per andare contro corrente. Se vi è piaciuto buon per voi, io mi sono fatta violenza per portare avanti la lettura e ho dovuto spremermi le meningi per tirare fuori un commento che avesse un minimo di logica. Già sono stanca di mio, non ho energie da buttare in letture brutte, noiose e banali, figuriamoci se ho tempo, voglia e energie per scriverci pure un commento.
Addio signora Attar, non è stato per niente un piacere.
PS: neanche a farlo apposta, il titolo riassume perfettamente il contenuto del mio commento. Senza nessun segreto, appunto.

20 luglio 2017

Jennifer L. Armentrout
The Problem with Forever

Trama
Mira | pag. 480| € 8,60

Growing up, Mallory Dodge learned that the best way to survive was to say nothing. And even though it’s been four years since her nightmare ended, she’s beginning to worry that the fear that holds her back will last a lifetime. Now, after years of homeschooling, Mallory must face a new milestone—spending her senior year at a public high school. But she never imagined she’d run into Rider Stark, the friend and protector she hasn’t seen since childhood, on her very first day. It doesn’t take long for Mallory to realize that the connection she shared with Rider never really faded. Yet soon it becomes apparent that she’s not the only one grappling with lingering scars from the past. And as she watches Rider’s life spiral out of control, Mallory must make a choice between staying silent and speaking out—for the people she loves, the life she wants and the truths that need to be heard.

Forever was something we all took for granted,
but the problem with forever was that it really didn't exist.
Commento
Quando ho fatto il preorder di questo romanzo, ormai molti mesi fa, non sapevo nemmeno che la copertina fosse così bella e che rispecchiasse in modo così preciso uno dei tratti distintivi della storia. Si tende sempre a sottovalutare la potenza delle copertine, ma un buon accostamento di colori, quando è coerente al contenuto, così come la scelta discreta di immagini di persone, è un fattore decisivo sia nell'acquisto, sia nel giudizio generale. Quando mi è arrivato non sapevo che Nord lo avrebbe pubblicato, e probabilmente se lo avessi saputo avrei aspettato la loro edizione ma, quando ho visto la loro copertina sono stata molto contenta di aver preso l'edizione originale. Non c'è storia, vince a mani basse, e non lo dico per parlare male di Nord, per carità, ma perché questi schizzi di colore hanno un significato e poter avere un riscontro visivo di ciò che stai leggendo è emozionante.
Era da molto tempo che non mi accostavo ad un romanzo young adult e onestamente non ne sentivo nemmeno la necessità. A volte mi prende la smania di tornare indietro nel tempo - quando l'età adulta mi causa stress - e solo una buona storia YA riesce a sollevarmi il morale, eppure ho notato che quando non ho particolare bisogno di questo genere e ne leggo uno lo stesso è molto difficile che io rimanga delusa o che dia un voto sfacciatamente negativo.
Poi, diciamocelo, avere per le mani un romanzo della Armentrout è un po' una giocata vinta in partenza, perché lei è veramente brava in quello che fa ed è brava nel costruire delle storie di giovani con quel lato romantico dolce amaro che la rende così speciale tra tutte le sue colleghe.
Quindi, anche se l'edizione morbidina e colorata ha soddisfatto l'occhio e il nome della Armentrout ha influenzato il cuore, la storia mi è piaciuta molto ma solo fino ad un certo punto, ed è per questo che il mio voto è un tre e mezzo pieno e abbondante.
L'argomento di base di questa storia è legato al problema del sistema di accoglienza e di affido di bambini e ragazzi orfani o abbandonati, un sistema che spesso funziona bene ma quando funziona male trasforma la realtà di poveri bambini nell'Inferno in Terra. E' una realtà purtroppo diffusa ed è anche una fabbrica di disagio fortissimo: alcuni di questi bambini subiscono violenze di ogni tipo, da quelle fisiche a quelle psicologiche, e molti crescono patendo la mancanza di amore, di sostegno, di rispetto, e si convincono di essere delle nullità, di non valere niente e di non avere futuro.
E' il caso di Mallory e di Rider, entrambi creature del sistema ed entrambi segnati in modi diversi dagli abusi subiti da bambini. I due erano in affido ad una famiglia - se così si può definire - uscita dagli incubi: una donna dipendente dall'alcool e indifferente ai loro bisogni, e un uomo che più che picchiarli ed esporli a pericoli di ogni genere non ha fatto. L'unico aspetto positivo in questa situazione era che Mallory e Rider sono cresciuti insieme e si sono uniti in un'alleanza indissolubile fatta di aiuto reciproco e di affetto. Ma come si può immaginare, alla fine i due bambini vengono divisi e, ormai adolescenti, prendono strade completamente separate perdendo i contatti.
Da una parte c'è Mallory, adottata da una coppia di dottori che le vogliono bene come fosse figlia loro e l'aiutano a lottare contro il suo mutismo, uno dei sintomi del suo PTSD, sostenendola nei suoi piccoli passi e aiutandola a gestire una realtà che la mette in difficoltà per ogni cosa. Dall'altra parte c'è Rider, rimasto un po' ai margini della società e ancora bloccato in quel limbo che non gli permette di mettersi il passato alle spalle e cominciare a costruirsi un futuro.
Proprio durante uno dei momenti cruciali nella nuova vita di Mallory, il primo giorno di scuola pubblica, Rider rientra nella sua vita. Mallory fa fatica ad associare l'immagine del Rider bambino con quella del giovane ragazzo che si trova di fronte: indubbiamente bello, indubbiamente popolare, indubbiamente un bad boy, ma sotto quello strato nuovo e scintillante c'è lo sguardo del vecchio Rider. I due riallacciano subito i rapporti, come se non si fossero mai separati, ma con la consapevolezza che ormai nessuno dei due è più lo stesso e che la percezione che hanno l'uno dell'altra è distorta dall'attrazione, dalla curiosità e dal fascino di vedere una persona amata sotto una luce diversa.
L'elemento vincente di questo romanzo è la sua delicatezza: la Armentrout punta la luce su diversi lati oscuri, oltre a quello del sistema di affido. Ci sono per esempio le difficoltà oggettive del combattere con problemi fisici, Mallory si blocca letteralmente di fronte alle persone e non riesce a parlare, così come i pericoli della vita dei meno fortunati, fatta di spaccio, di delinquenza e di pochi mezzi per starne fuori e sopravvivere. Il legame dei due ragazzi è tenero e per niente estremizzato, entrambi hanno i loro problemi e questi hanno la precedenza su qualsiasi forma di sensualità. Il target YA è rispettato non solo nella storia e nei contenuti, ma soprattutto nella forma: i primi baci e le prime carezze sono inseriti nel contesto dell'amore, dei sentimenti, e di una relazione che punta al per sempre, e non ci sono scene esplicite o gratuitamente piazzate per soddisfare un prurito tutto adulto.
Tutto il romanzo ha questo tono ed è così in sintonia con i protagonisti che non si può sentire la mancanza della versione più grintosa della Armentrout: Mallory è così fragile e desiderosa di superare i suoi problemi da suscitare solo tanto affetto e Rider, per quanto sia innegabilmente un bad boy dal cuore tenerissimo, è pur sempre un ragazzo che ha sofferto tanto e che nella vita ha avuto pochissimo per sé e gli si vuole bene come ad un fratello minore.
Una cosa non mi è piaciuta granché e solo perché secondo me il livello di dramma era già fin troppo pesante: Jayden, e più di questo non dico.
Ora, nonostante sia tutto preciso, ben scritto e dai contenuti forti e ben sviluppati, mi è sembrato che mancasse qualcosa dal punto di vista emotivo. Non ho sentito lo stesso tipo di coinvolgimento che altri romanzi della Armentrout hanno saputo darmi e non mi ha commossa veramente, come se ci fosse un sottofondo di artificiale che mi impediva di lasciarmi prendere dalla storia. Persino adesso che sto scrivendo il commento non sento nessuno slancio emotivo nei confronti di questo romanzo e me ne dispiace tantissimo: mi è piaciuto tanto, ma non mi ha toccata sul serio.
Immagino che sia la maledizione di chi ha troppe aspettative, ti aspetti qualcosa di mindblowing e alla fine è solo una bella storia, un bel romanzo, e due personaggi dolci.
Va bene così, sono sicura che certi livelli di drama li potrò raggiungere in altri modi e in altri contesti, e questo romanzo mi sarà servito per riscoprire il valore di un romanzo YA che sia davvero uno YA.

17 luglio 2017

Julia Quinn
Quella volta a Londra

Serie Bevelstoke 2
Titolo originale What Happens in London

Trama
I Romanzi Mondadori
ebook | € 3,99
Lady Olivia Bevelstoke ha saputo che il suo nuovo, affascinante vicino potrebbe aver ucciso la fidanzata e, determinata a scoprire la verità, decide di spiarlo. Sir Harry Valentine lavora per il ministero della Guerra traducendo documenti di importanza vitale per la nazione.
Quando si accorge della splendida bionda che lo osserva di nascosto, dapprima si allarma, poi viene a sapere che potrebbe trattarsi della fidanzata di un principe russo sospettato di tramare contro l'Inghilterra. Riceve quindi l'ordine di indagare su entrambi: un incarico che ben presto si tramuta in piacere, poiché Olivia gli sta conquistando il cuore. E quando un grave pericolo incomberà su di lei, Harry dovrà ricorrere a tutta la sua abilità per proteggerla...





Commento
Quando un romance ti traumatizza, è meglio buttarsi su un altro romance ma, questa volta, di qualità. Un po' come quando dicono che se cadi da cavallo devi subito risalire in sella. Uguale.
Io, reduce da un mappazzone noiosissimo che di romantico aveva poco, ho pescato un romanzo a caso - letteralmente a caso - in quella che sta diventando la scorta della disperazione. Caso ha voluto che, ancora una volta, il romance storico di Julia Quinn venisse in mio soccorso.
Quella volta a Londra è una storia romantica e divertente che si intreccia con la serie Smythe-Smith e nel quale ritroviamo alcuni personaggi già noti.
Avendo letto le due serie a casaccio, conoscevo già la coppia Olivia/Harry ma non ero riuscita a farmi un'idea né del carattere dei due, né delle circostanze nelle quali si sono messi insieme.
Essendo una grandissima fan dei romance storici senza azione e privi di qualsivoglia forma di pericolo, intrigo, spionaggio eccetera sono stata molto felice di aver scelto un titolo che di questi elementi ha pochissimo e usati solo per dare profondità al passato dei personaggi e perché regalano un pizzico di brivido che - per fortuna - viene risolto in fretta.
Harry Valentine è un dipendente del Ministero della Guerra inglese, ormai congedato dal fronte dopo le guerre napoleoniche, ed è stato assunto come traduttore di documenti dal russo grazie alla sua approfondita conoscenza della lingua, forte di una nonna russa che lo ha cresciuto parlando solo la sua lingua. Harry è piuttosto soddisfatto della sua situazione, ha una bella casa a Londra, trascorre le sue giornate lavorando, e può riprendere in mano la quotidianità della gestione familiare, anche se ormai sono rimasti solo lui e il fratello minore.
Anche se Harry è un uomo tranquillo, razionale e senza vizi, le voci sulla sua reputazione nella buona società di Londra non si sprecano. Tra le giovani in cerca di marito corre voce che Harry abbia assassinato la fidanzata, anche se lui fidanzato non lo è stato mai, e la giovane Olivia Bevelstoke - sua dirimpettaia - da una parte non crede alle voci e dall'altra preferisce spiarlo per scoprire se ha qualche scheletro nell'armadio.
Per un'intera settimana Oliva siede alla sua finestra e spia Harry nel suo studio, convinta di passare inosservata e di riuscire a raggiungere un verdetto sulla sua presunta colpevolezza. Harry, d'altra parte, che in guerra ha svolto anche compiti di spionaggio, scopre che la sua vicina lo sta spiando già al primo giorno ma decide di fare finta di niente, un po' perché è curioso di scoprire cosa farà, un po' perché questa svolta rompe una routine che lo annoia.
Ma quando si trova di fronte la giovane e bellissima Olivia, decide di affrontarla e prenderla un po' in giro lanciandole frecciatine che lei capisce subito, sentendosi messa alle strette si trasforma in una snob maleducata e cerca di risolvere la questione evitando il povero Harry.
La parte divertente di questo romance è questa: i dialoghi, le battute, le scene divertenti (quella in cui Sebastian legge ad alta voce nel salotto è esilarante - gli incroci di personaggi e la gara tra Harry e il Principe russo per prenotarsi le attenzioni di Olivia, persino il breve risvolto del rapimento ha avuto un effetto positivo. Mi è piaciuto proprio tutto, mi ha rilassata e mi ha divertita e ha anche soddisfatto il mio bisogno fisiologico e compulsivo di romanticismo casto e divertente.
Purtroppo credo che questo fosse anche l'ultimo romanzo della Quinn che avevo in scorta, quindi adesso la situazione è critica. Spero solo che lo sghiribizzo romantico mi torni tra un po'. Un bel po'.